Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

venerdì 25 aprile 2014

And We Run

Within Temptation feat. Xzibit - And We Run

It burns into your heart
The darkness that you fear
You were never free
And you never realized
[...]
Your heart ain't cold 'cause it burns
A desire to leave the mire
Take your breath 'til nothing's left
Scars of life upon your chest
[...]
I'ma break these chains, run through the rain
Never look back, never quit work through the pain
This blood in my veins run cold
When I think it'll never be the same
But I never lose hope
This is my time now, no time for tears

giovedì 24 aprile 2014

Our Destiny

Ci sono persone il cui percorso si intreccia profondamente col nostro, e così nascono amori, grandi amicizie o semplicemente rapporti che ci cambiano nel profondo. Talvolta accade, però, che si verifica una frattura, quindi ci si separa (probabilmente) per sempre. Ma che senso ha rinnegare il passato e fingere che non sia mai successo nulla? Che senso ha fingersi estranei? Bruciare le foto e cancellare i messaggi ha senso solo all'inizio, quando si sta male per la separazione. Ma dopo? Una volta che si è andati avanti, una volta che il passato è diventato davvero tale, che senso ha fingere di non ricordare più chi sia l'altro? Francamente lo trovo un atteggiamento infantile e superficiale. Non si può cancellare il passato, non si può cancellare ciò che è stato! E probabilmente è meglio così, dato che solo riflettendo sugli errori fatti si può crescere e progredire.
Io non rinnego nulla, non rinnego il mio passato, non rinnego ciò che c'è stato tra me e altre persone. Io non ho bisogno di cancellare le foto o di fingere che certe persone non siano mai esistite. In fondo noi non siamo forse il prodotto del nostro vissuto? E poi, dopo che le vite di due persone si sono incrociate, una volta separate non saranno più come prima. Noi portiamo dentro le impronte di tutti coloro che ci hanno colpito e di tutto ciò che abbiamo vissuto, rinnegarlo è da persone mediocri. Il problema è che certe persone sono sempre state mediocri, solo che spesso tendiamo ad accorgercene troppo tardi. E rimaniamo delusi.
So hard to face what we’ve done wrong
We shared a life that can’t be
We cannot hide from destiny
[Epica - Our Destiny]

lunedì 21 aprile 2014

Oblivion + Running To The Sea

M83 feat. Susanne Sundfør - Oblivion
Since I was young, I knew I'd find you
But our love was a song sung by a dying swan
And in the night you hear me calling, you hear me calling
And in your dreams you see me falling, falling
Röyksopp feat. Susanne Sundfør - Running To The Sea
And the river flows beneath your skin
Like savage horses kept within
And all is wasted in the sand
Like breaking diamonds with your hands

venerdì 18 aprile 2014

Gli Dei di Mosca

"Gli Dei di Mosca" ("Dancing with Bears") di Michael Swanwick è uscito ieri per Antonio Tombolini Editore. Si tratta del primo romanzo della collana Vaporteppa diretta da Marco Carrata aka "Duca di Vaporteppa e di Baionette" (www.steamfantasy.it/ e www.agenziaduca.it/) e dedicata alla narrativa fantastica di qualità.
"Gli Dei di Mosca" è disponibile in ebook in tutti i maggiori store online (UltimaBooks, Amazon, IBS, KoboBooks, Bookrepublic, Mediaworld... )  al costo di 4,99 Euro. L'edizione cartacea, invece, uscirà tra un paio di settimane.

Riuscire ad accaparrarsi un romanzo di un autore del calibro di Swanwick è stato un colpo da maestro, non c'è che dire! E sono certo che le altre uscite della collana riserveranno altre sorprese, sia per quanto riguarda le traduzioni sia per quanto riguarda i romanzi inediti italiani.
Ecco il commento del Duca:
Scegliere un romanzo di Swanwick ha significato sottoporsi a costi molto maggiori rispetto a un romanzo italiano. Non lo abbiamo fatto perché speriamo di guadagnare “di più” (anche se evitare di andare in passivo non ci farebbe schifo), ma perché questo titolo rappresenta bene quel tono un po’ cialtrone e quelle ambientazioni vagamente ottocentesche che vorrei vedere nelle future opere di Vaporteppa.
In più Swanwick è un autore, come ricordato pochi giorni fa anche sul blog di Urania (che ringrazio per aver messo in eBook "Ossa della Terra"), che non ha la giusta diffusione e il giusto riconoscimento in Italia. Solo alcuni dei suoi romanzi sono stati tradotti e questo, il meno fantastico/fantascientifico, non lasciava presagire speranze di apparire dopo quasi tre anni dalla pubblicazione originale… o lo portavamo noi o chissà quando sarebbe apparso!
Insomma, Marco Carrara continua a distinguersi per coraggio e competenza. Ora sta a noi lettori permettere che la collana Vaporteppa sopravviva. Siete stufi di leggere pessima narrativa fantastica? Siete stufi degli editori codardi e/o incompetenti? Siete stufi di lamentarvi per la pessima qualità del fantasy italiano? Allora comprate i romanzi di Vaporteppa!

Titolo: Gli Dei di Mosca
Titolo originale: Dancing with Bears
Autore: Michael Swanwick
Traduttore: Emilio Zanchi
Generi: Fantascienza, Fantasy
Sottogeneri: Science fantasy, Post-apocalittico, Steampunk, Biopunk
Illustrazione di copertina: Manuel Preitano
Lunghezza:  111.500 parole (circa 388 pagine)
ISBN: 978-88-9892-405-9
Trama: 
In un futuro post-apocalittico dal sapore ottocentesco, in cui Internet non esiste più…
Darger e Surplus sono due truffatori gentiluomini: Darger è un malinconico amante dei libri antichi; Surplus un cane geneticamente modificato per comportarsi come un uomo. Con l’inganno si sono uniti alla carovana dell’ambasciatore di Bisanzio per raggiungere sani e salvi Mosca, dove intendono dare vita a una truffa ai danni del Duca. Però il Duca non è un personaggio così facile da avvicinare, nonostante il dono che gli stanno portando: sette donne bellissime, create solo per soddisfarlo.
Darger e Surplus si troveranno nel mezzo di una rete di intrighi tra fanatici religiosi, politici affamati di potere, macchine viventi che odiano il genere umano e perfino Lenin ritornato ad arringare le folle. Riusciranno i due truffatori gentiluomini a cavarsela?
Autore:
Michael Swanwick (Schenectady, 18 novembre 1950) è uno scrittore statunitense vincitore di cinque Premi Hugo, un Premio Nebula e un Premio Alex.
Swanwick si è distinto per la sua fantasia e la sua originalità sia in ambito fantasy sia in ambito fantascientifico. Stilisticamente non è il massimo (è spesso troppo barocco), ma si lascia leggere senza problemi e i contenuti compensano ampiamente.
Il suo romanzo "La Figlia del Drago di Ferro" (o "Cuore d'Acciaio") è sicuramente una delle opere che più ha innovato e influenzato il fantasy degli ultimi anni. Altri romanzi famosi di Swanwick sono "I Draghi di Babele", "Jack Faust", "L'intrigo Wetware" ("Vacuum Flowers"), "Domani Il Mondo Cambierà" ("Stations of the Tide") e "Ossa della Terra".

mercoledì 2 aprile 2014

Canto: Estensione e Tessitura

Ho intenzione di aprire un'intera rubrica dedicata al canto, ma per adesso vorrei limitarmi dei dubbi che evidentemente tormentano molti. Mi hanno chiesto spesso di spiegare la differenza tra estensione e tessitura e di chiarire alcuni dubbi in merito.
Innanzitutto, bisogna capire cosa si intende per estensione. Abbiamo quattro possibilità:
  1. Tutte le note che si riesce a emettere (quindi anche vocal fry, falsetto/falsettone e fischiato). Attualmente i record in tal senso li detengono Georgia Brown (8 ottave) e Nicola Sedda (8 ottave e mezzo);
  2. Tutte le note che si riesce a emettere, ma solo a voce riscaldata. Riscaldando la voce si riesce a salire su note acute con molto meno sforzo, ma diventa più complicato cantare le note molto gravi. Riscaldare la voce è però necessario per non sforzare le corde vocali;
  3. Tutte le note che si riesce a emettere a voce piena (quindi escludendo vocal fry, falsetto/falsettone e fischiato). La "voce piena" è composta da voce di petto (o consonanza in petto), voce mista e voce di testa (o consonanza in testa), quindi esclude il falsetto/falsettone, il fischiato e il fry. Nella voce piena le corde vocali vibrano interamente, non parzialmente come col falsetto. Quest'ultimo produce, per l'appunto, suoni falsi, ben diversi dal proprio reale timbro. Inoltre il falsetto è ingolato, povero di armonici e di potenza, con poche sfumature. Il falsettone, invece, è un falsetto impostato e mascherato, quindi più salutare e anche molto più potente e voluminoso, a tal punto da poter essere usato anche in ambito operistico (principalmente dai contraltisti/sopranisti). Il fischiato, invece, è una tecnica basata sul far vibrare molto velocemente solo una piccola parte delle corde vocali, come se le si stesse usando al posto delle labbra per fischiare. Mariah Carey è stata resa famosa anche e soprattutto dall'uso di questa tecnica particolarmente estrema e pericolosa. Comunque affronterò meglio il tema delle risonanze e delle consonanze in un altro articolo; 
  4. Tutte le note che si riesce a emettere a voce piena e riscaldata, il che equivale quasi sempre a due ottave. Poi ci sono cantanti più sfortunati che si fermano a un'ottava e mezza e quelli più fortunati che arrivano anche a tre ottave. Questi ultimi, però, sono rarissimi. 
Quindi non esiste una definizione univoca di "estensione". Quando si parla di cantanti famosi, però, si prendono in considerazione tutte le note registrate in studio, quindi spesso anche quelle a voce fredda e quelle in falsetto. Questo, ovviamente, parlando di cantanti moderni/leggeri o tutt'al più crossover. Quando invece si è in ambito operistico, si prendono in considerazione solo le note ottenibili in lirico.

Per quanto riguarda la tessitura, si tratta della porzione di estensione in cui si è maggiormente comodi. Ovviamente, stiamo parlando di voci. Se invece si parla di brani, invece, la tessitura consiste nella zona in cui è concentrata la maggioranza delle note.

Ma... è possibile modificare la propria estensione? Non esattamente. La propria estensione è determinata da vari fattori anatomici, tra cui spiccano la lunghezza e lo spessore delle proprie corde vocali. Quindi, a meno di non essere dei mutanti, non si può modificare la propria estensione. Però è vera un'altra cosa: studiando si scopre la propria vera estensione e si impara a controllarla interamente. Intendo dire che, a meno di casi rari, senza tecnica è impossibile riuscire a usare tutta la propria estensione e spesso si sopravvalutano i propri limiti. Lo studio dell'impostazione vocale mette a disposizione dei metodi per prendere più facilmente le note acute e le note gravi, ma anche per rafforzare le note centrali e controllare meglio il passaggio tra voce di petto e voce di testa. Ovviamente l'impostazione non serve solo a questo, ma ne parlerò in un post apposito.

Ma... l'estensione definisce la bravura di un cantante? Assolutamente no! Sicuramente avere un'estensione ampia è una grande fortuna e agevola molto nella scelta del repertorio e delle linee vocali, ma ricordiamoci che ci sono fattori genetico-anatomici in ballo. Un cantante con un'estensione ridotta ma con una tecnica solida e una grande espressività è preferibile a un cantante con un'estensione naturalmente enorme ma con una tecnica mediocre e poca espressività. Ricordiamoci che non è importante il riuscire a prendere certe note, ma il riuscire a prenderle bene.

Ma... come mai gli uomini riescono a cantare senza falsetto canzoni femminili e le donne riescono a cantare canzoni maschili? Gli uomini cantano naturalmente e inconsciamente un'ottava sotto rispetto alle donne, o le donne cantano naturalmente e inconsciamente un'ottava sopra rispetto agli uomini. Stessa cosa. Non a caso le partiture per soprano e tenore sono identiche, come lo sono quelle per mezzosoprano e baritono e via discorrendo.

P.S. ricordatevi che la notazione americana, oltre a chiamare diversamente le note (C, D, E... ), è spostata di un'ottava verso l'alto, quindi un nostro Do4 equivale a un loro C5. Fate attenzione a non confondervi!
P.P,S. sì, il falsetto fa parte della voce di testa, ma la voce di testa non è sempre falsetto. Non sono termini equivalenti, così come "mano" non è equivalente di "corpo".
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