Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

mercoledì 26 marzo 2014

Scene che colpiscono

Ci sono scene impossibili da dimenticare, così potenti da stamparsi nel cervello. L'altro giorno avevo voglia di rileggere "Numero Sconosciuto" di Giulia Besa. Sì, sono un dannatissimo fanboy! Comunque, rileggere una scena in particolare mi ha fatto immergere di nuovo in sensazioni ormai indelebili. No, non sono sensazioni piacevoli, ma lo scopo della scena in questione non era certo di rallegrare gli animi. E poi la narrativa deve emozionare!
A che scena mi sto riferendo? A quella più cruda dell'urban fantasy di Giulia Besa, quindi vi avverto che non è per stomaci deboli.
Persefone preme il dito sulla guancia di Eberhard. L’unghietta perfora la carne. Il sangue rosso chiaro scorre fra le scaglie delle falangi divine. Anche le altre dita penetrano sotto pelle e muscolo. Strappano via una fetta di guancia, lasciano scoperti i denti e un pezzo di mascella biancastra. Ora Eberhard ride.
La bambina s’infila il lembo di carne in bocca, come faceva papà con le fette di prosciutto crudo. Sara appoggia la guancia sul cemento della colonna. Persefone mastica il primo boccone con calma, il rossore le macchia i dentini. Chiude la bocca a un ritmo crescente, lecca il sangue sul mento dell’uomo. Affonda i denti nell'altra guancia senza neppure staccarla, schizzando sangue tutt'intorno.
Atena fa due passi indietro. Non si vuole sporcare.
Sara invece si avvicinerebbe.
Persefone strappa camicia e pantaloni di Eberhard, li getta a terra. Stacca porzioni di carne dalle zone piene di braccia e gambe. Prende i tendini e li tagliuzza con i denti, facendo arricciare i muscoli più appetitosi per divorarli. Taglia i muscoli addominali con le unghie, li divarica ed estrae l’intestino. Si mette la prima estremità in bocca, lo ingoia poco a poco, masticando bene. Prende il fegato con due mani. Ci affonda dentro la faccia fino al naso. La bile si mischia alle chiazze rosse sul vestitino.
Sara sente nella bocca il sapore amaro di quell'organo scuro. Si tappa le orecchie. Il risucchio, il masticare dei dentini piccoli come perle, i gorgoglii del sangue nella gola di Persefone. Sara vuole stare al posto della Dea. Partecipare al banchetto, assaggiare un occhio, un pezzo d’orecchio. Vuole che la bambina la divori.
È questa, l’influenza della Morte.
Persefone finisce il fegato in quattro bocconi. Era più buono dell’intestino. Quando Eberhard è scuoiato, dissanguato e sventrato, adagia quel che ne resta sul pavimento. Si è lasciata dietro pochi organi: cervello, cuore e…
La Dea dà un colpo di mano in mezzo alle gambe dell’uomo. Sara chiude gli occhi e appoggia la fronte al cemento della colonna. Questo non vuole viverlo. Questo non vuole desiderarlo.
Aspetta che la Dea smetta di masticare, prima di guardare. Persefone stacca un pezzo di carne rosata che le è rimasto attaccato alle gengive. Sembra disposta a concedere una pausa alla mandibola.
– Vedo che il mio regalo alla fine ti piace, – Atena sorride. Il tremito alle mani è più forte. Sembra una drogata in astinenza. – D'altronde lo sapevo, che sarebbe stato così.
Persefone allarga le braccia gocciolanti. – Sono tutta sporca.
– Te l’ho detto, io non profano tombe per recuperare vecchi cadaveri. E se proprio devi mangiare, potresti mangiare qualcuno di fresco, per Giove Pluvio.
Persefone abbassa lo sguardo su Eberhard. Qualcosa brilla agli angoli degli occhi. Lacrime o pus?
Il pugno bambino spacca il costato. Persefone estirpa il cuore. Le coronarie si aggrappano al muscolo. La Dea dà uno strattone e le fa scattare come elastici.
Si porta il cuore alla bocca, lo osserva.
– Ha smesso di battere, – strappa un boccone piccolo. Le guance putrefatte grondano lacrime. – Non si fanno queste cose alle persone vive. L’hai ucciso tu! – dice, sputacchiando una scia di sangue vaporizzato.
– Quante storie, dalla Dea che vive nell'Averno.
Atena si avvicina di nuovo alla bambina. Sotto il braccio tiene un oggetto quadrato e sottile, simile a un libro. È il suo oggetto?
Persefone infila l’ultimo pezzo di cuore in bocca. Lo manda giù come una medicina amara. – Anche tu credi che io sia cattiva.
– Al contrario. Sono sicura che sei un amore.
– Che cosa sei venuta a fare qui? – Le piccole spalle di Persefone sobbalzano a ogni singhiozzo. – Per prendermi in giro e portarmi un regalo che non volevo?
Più in là, Persefone si trasforma in una vecchia in decomposizione e, ovviamente, armata di falce. Pensate sia cattiva? Be'...
Perché mi uccidi? Io sono triste per la morte di ciascuno, evito gli uomini perché non voglio che vedano come saranno… – le lacrime sono limpide, nonostante il pus attaccato alle ciglia, – … li mangio perché voglio tenerli con me.
Il resto del bellissimo romanzo di Giulia Besa non è così crudo, tranquilli. Anzi, lo consigli a tutti gli amanti dell'urban fantasy e della narrativa fantastica in generale.

sabato 22 marzo 2014

Pagelle Musicali: 2013 - Paradiso

Benvenuti in Paradiso il luogo dove risiedono i beati dell'universo musicale. Qui vengono stipati gli album migliori dell'anno, per lo meno tra ciò che ho avuto modo di ascoltare io. I voti vanno da 66 a 100.
Per evitare polemiche inutili, prima di criticare un voto vi consiglio di leggere le motivazioni dei voti. Vi ricordo inoltre che non ha senso paragonare album appartenenti a generi diversi (es. l'album metal X prende 60, l'album pop Y prende 90, o viceversa) e quindi vi invito a evitare polemiche a riguardo.
"La gloria di colui che tutto move
per l’universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove."

  • Alter Bridge - Fortress
    Voto: 88
    Genere: Hard rock, Heavy metal, Progressive metal
    Influenze: Alternative rock, Post-grunge
  • Anneke van Giersbergen - Drive
    Voto: 75
    Genere: Pop rock, Alternative rock
    Influenze: Anthem rock, Musica araba, Power pop
    - Commento: Anneke è tornata con un disco molto easy-listening e, come suggerisce il titolo, perfetto da ascoltare mentre si guida. Purtroppo siamo lontani dalla varietà del precedente album, Everything is Changing. Laddove prima si spaziava dal pop al rock e poi dal metal all'elettronica, ora abbiamo un album interamente basato su un rock melodico, radiofonico e pieno di ritornelli da stadio. Siamo quindi di fronte a un'opera più completa, a tratti monotona. Solo due brani riescono a spezzare quest'eccessiva omogeneità: la ballad "My Mother Said" e l'arabeggiante "Mental Jungle". Considerando gli altri brani, invece, i migliori sono "Drive", "We Live On", "Treat Me Like a Lady" e "The Best is Yet to Come".
    Infine, bisogna fare un piccolo appunto sulla voce. Anneke è una grande cantante, dal timbro vellutato e morbido, però ultimamente sta diventando un po' sguaiata. Speriamo che dolce olandese si rimetta a studiare prima che sia troppo tardi.
  • Avril Lavigne - Avril Lavigne
    Voto: 69
    Genere: Pop rock, Pop, Power pop
    Influenze: Pop punk, Alternative rock, EDM/Electropop, Teen pop, Country pop, Pop acustico
    - Commento: Avril Lavigne sarebbe una perfetta segretaria del Partito Democratico italiano: ha il tempismo di Veltroni, il fiuto di Bersani, il coraggio di Civati, la coerenza di Renzi e l'intuito di Letta. Parliamone: Avril è forse masochista? Altrimenti non si spiega la sua strategia promozionale. E non date la colpa alla casa discografica perché l'ha appena cambiata proprio per avere più libertà. Libertà che ha sfruttato malissimo, secondo me. Insomma, non mi pare difficile capire che non vende più perché, agli occhi del pubblico generico, sembra sempre uguale a se stessa. Ok, nei contenuti non è così, tant'è che Avril ha sfornato tutti album diversi l'uno dall'altro, ognuno con una sua personalità e frutto di una specifica evoluzione. Però la forma non corrisponde a ciò. E questo proprio a partire dal look: che fine ha fatto la Avril sofisticata ed elegante? Cos'è questo fetish per le ciocche rosa e l'abbigliamento da liceale bimbaminkia? Basta, Avril, ti vuoi proprio del male! E i singoli? L'era di Goodbye Lullaby era iniziata con l'orrenda "What The Hell", mentre Avril Lavigne è stato lanciato da "Here's to Never Growing Up" e "Rock N Roll". Che senso ha scegliere due tra le peggiori canzoni dell'album come primi singoli? I brani più banali, cliché e già sentiti, cazzo! E vogliamo parlare dei testi? Quello di "Rock N Roll" è idiota e quello di  "Here's to Never Growing Up" è sviluppato molto meglio in "17". Ma si tratta solo di un problema di immagine e promozione? Io credo che Avril si sia a poco a poco abituata a tutto ciò, a tal punto da compromettere anche la musica.
    Avril Lavigne sembra scritto da due persona diverse, una competente e una decisamente meno. Questa è la principale differenza rispetto a Goodbye Lullaby: laddove prima c'era una certa omogeneità qualitativa (seppur con qualche eccezione), ora abbiamo una marea di alti e bassi. Un'altra differenza con l'album precedente sta nella maggiore varietà interna, tant'è che, accanto al solito pop rock con venature pseudo pop punk e/o acustiche, troviamo un brano tra l'alternative rock e l'hard rock che ricorda un mix tra i The Pretty Reckless e gli Halestorm ("Bad Girl" in duetto con Marilyn Manson), un brano country pop dal mood sensuale e ammaliante ("Give You What You Like") e un brano EMD/Electropop che ricorda "Gangnam Style" e "Harlem Shake" ("Hello Kitty"). Purtroppo quest'ultimo è anche la canzone peggiore di tutta la carriera di Avril, anche e soprattutto per via del testo idiota. 
    Concludendo, salvo quest'album perché, pur avendo alcune canzoni brutte e con testi idioti, ha anche canzoni ottime. Siamo lontani dai fasti del capolavoro Under My Skin, ma abbiamo 4/5 brani che non possono passare inosservati, come la meravigliosa "Hush Hush".
    - Classifica delle tracce:
    1. "Hush Hush"
    2. "Give You What You Like"
    3. "Falling Fast"
    4. "Let Me Go"
    5. "Bad Girl"
    6. "Hello Heartache"
    7. "
    You Ain't Seen Nothin' Yet"
    8. "Sippin' On Sunshine"
    9. "17"
    10. "Bitchin' Summer"
    11. "Rock N Roll"
    12. "Here's to Never Growing Up"
    13. "Hello Kitty"

  • Azure Emote - The Gravity of Impermanence
    Voto: 77
    Genere: Avantgarde metal



  • Chvrches - The Bones of What You Believe
    Voto: 80
    Genere: Synth pop, Indietronica



  • Demi Lovato - Demi
    Voto: 70
    Genere: Pop, Pop rock, Electropop, Pop acustico, Synth pop, Dance pop
    - Commento: 
    Pur non raggiungendo il livello di "Skyscraper", le ballad "Warrior", "Shouldn't Come Back" "Nightgale" valgono da sole tutto l'album. Non sono male neanche l'allegra e scanzonata "Really Don't Care" e l'elettronica e ballabile "Neon Lights". Il singolo "Heart Attack" è carino pure, ma non si capisce perché Demi la canti tutta a polmoni spiegati: la parte acustica non avrebbe reso meglio sussurrandola o comunque contenendo un po' la voce? Il resto è nella media, pur con qualche scivolone (l'inutile e patriotticamente paracula "Made in The U.S.A.").



  • Elegy of Madness - Brave Dreams
    Voto: 75
    Genere: Symphonic metal, Symphonic gothic metal
    Influenze: Progressive metal, Melodic death metal



  • Emmelie De Forest - Only Teardrops
    Voto: 80
    Genere: Folk pop, Electropop, Pop acustico, Synth pop, Folktronica



  • Goldfrapp - Tales of Us
    Voto: 78
    Genere: Synth pop, Dream pop, Musica elettronica
    Influenze: Chamber pop, Pop acustico, Folk pop



  • Hail of Bullets - III: The Rommel Chronicles
    Voto: 83
    Genere: Death metal



  • Hurts - Exile
    Voto: 80 
    Genere: Synth pop



  • Lady Gaga - ARTPOP
    Voto: 78
    Genere: Electropop, Dance pop
    Influenze: Pop rock, EDM, Trap/Hip hop, R'n'B
    - Commento: "Il mio Artpop potrebbe voler dire qualsiasi cosa" canta Lady Gaga nella title-track del suo nuovo album. Ma che cos'è l'arte? Questo è il quesito attorno a cui ruota il panorama contemporaneo. Quante volte qualcuno ha detto "l'avrei potuto fare anche io" per poi sentirsi rispondere "sì, ma non lo hai fatto"? Ecco, è proprio questo il concept del nuovo percorso di Lady Gaga. La cantante ha iniziato a circondarsi di artisti contemporanei come Jeff Koons, Marina Abramović e Millie Brown, trasformando la provocazione fine a se stessa in provocazione ammantata d'arte. E sottolineo "ammantata", perché ormai l'arte non è più essenza, ma apparenza: il significante e il significato si sono invertiti di posto, l'arte è tale perché definita tale. Qual è la differenza tra l'etichetta e il contenuto? La maschera si è forse fusa col volto? È una riflessione seria o una presa in giro? Non si capisce, ma Gaga ci gioca su così come fanno i maggiori artisti contemporanei. Ma Gaga è un'artista di quel livello? Probabilmente no, ma di certo è un'ottima artigiana in quanto cantante tecnicamente preparata, con spiccate capacità di musicista e con un'enorme cultura musicale (un orecchio esperto può perfino sentire riferimenti al metal in varie sue canzoni). ARTPOP è il terzo album di Gaga, escludendo l'ep The Fame Monster. Dopo la piccola perla chiamata Born this Way, cos'ha combinato la signorina Germanotta?
    L'album parte a razzo con
    "Aura", introdotta da una chitarra dal sapore western e mediorientale che poi esplode nell'elettronica e in un ritornello molto melodico. Purtroppo il cantato è stato peggiorato rispetto alla versione demo: laddove prima c'era aggressività, ora c'è moscezza. La canzone rimane comunque ottima, ma non perfetta. "Venus" porta alle estreme conseguenze il triplo ritornello alla "Bad Romance", a tal punto da risultare frammentata. Eppure questa soluzione funziona benissimo, anche grazie al ritornello spacca-cervello. Le strofe all'inizio possono risultare fastidiose, ma dopo un po' entrano in testa. Proseguiamo con la mitologia attraverso "G.U.Y", che inizia con una sorta di invocazione alla musa dedicata però a Eros, figlio di Afrodite (Venere). Il brano travolge con i suoi beat martellanti e la sua elettronica vagamente oscura, tanto da sembrare un mix di "LoveGame" e "Goverment Hooker". Nel testo Gaga ci introduce nella sua visione del femminismo: lei vuole essere la "ragazza sotto di te" (Girl Under You), vuole farsi dominare, ma lo fa consapevolmente e tenendo ben salde le redini e ben fissi i limiti. Lei dà l'illusione di poter essere dominata, ma in realtà ha il potere ed è una dominatrice.
    Ancora carnalità con 
    "Sexxx Dreams", canzone che ammicca all'autoerotismo e alla bisessualità. Il sound vuole essere sexy e insieme elegante, ma alla fine annoia. Perché? Ascoltate la versione dell'iTunes Festival. Fatto? Bene, perché sono stati aggiunti tutti quei controcanti? Che confusione!
    La successiva traccia,
    "Jewels n' Drugs" (feat. T.I., Too Short and Twista) ci mostra una Gaga che sperimenta con la trap e l'hip-hop. Il risultato è utile nel mostrarci un altro aspetto della cantante italo-americana, ma la qualità scarseggia. Molto meglio la successiva "Manicure", che tra l'altro è l'unica migliorata rispetto alla versione dell'iTunes Festival. Puro pop-rock con un battimani trascinante, un ritornello frenetico e un finale in cui si fondono un assolo di chitarra e una base dubstep: approvata!
    Ed ecco che Gaga cambia ancora genere:
    "Do What You Want" (feat. R. Kelly) si porta a metà tra l'r'n'b e il synth pop, con un risultato coinvolgente e molto radiofonico. Il testo è un atto di accusa verso i detrattori: potete fare ciò che volete col corpo di Gaga, potete insultarla, criticarla, attaccarla, sabotarla, ma non potete fermare la sua voce né impedirle di rialzarsi dopo ogni caduta. Ed è proprio così che la cantautrice ha elaborato la filosofia dell'album espressa nella title-track, la title-track, una raffinata electro-ballad.
    Passiamo a
    "Swine", che all'iTunes Festival si presentava come un pezzo meraviglioso, ma che nell'album è stato "trasformato in salsicce" (cit. Alessandro). Che fine ha fatto l'intro al piano? E la parte rock? Rimane solo un brano electropop molto spinto, quasi fino a sfiorare la musica da rave, e condito con un cantato a tratti molto particolare. Il testo si può interpretare sia con un attacco ai detrattori (Perez Hilton in primis) sia come un atto di accusa e di disgusto verso una società sessista che riduce la donna a mero oggetto sessuale. L'interpretazione originale però è la seconda, dato che Gaga ha dichiarato di essere stata stuprata anni fa e di averci scritto di recente una canzone. La successiva "Donatella", invece, è un atto d'amore verso Donatella Versace, grande amica di Lady Gaga. Il risultato? La versione trash, poraccia e con un testo ridicolo di "Swine".
    Sorvolando sulla peggiore traccia dell'album, l'inutile e noiosa
    "Fashion!" (che comunque ha un testo intelligente), approdiamo a "Mary Jane Hollande". Si tratta della canzone migliore dell'album, ma anche della più sottovalutata e poco apprezzata. Parte con un intro che sembra un riff metal con i synth al posto delle chitarre, prosegue con delle strofe ritmate e dal mood quasi malato ed esplode in un bridge dal sapore spaziale, quasi in stile Muse. Il tema, ovviamente, è la marijuana. Ma le droghe non sono la soluzione, come ci spiega "Dope", una ballad molto sentita e dai suoni sporchi, come se fosse stata registrata live. Gaga ci racconta dei problemi che ha avuto con le droghe e di come la passione per la musica e l'amore per i fan le abbiano permesso di uscirne.
    Passando a
    "Gypsy", questa riprende il tema gaghiano del rapporto tra fama e potere, ma sotto una nuova luce: Gaga è innamorata del suo lavoro e ama la vita da nomade, ma soffre nello stare lontana da colui che ama. Il pezzo parte come una ballad e poi si trasforma in una festa elettronica che fa venire foglia di sorridere, saltare e divertirsi. È un'ottima canzone, l'evoluzione ideale di "The Edge of Glory" ed "Hair". A chiudere l'album ci pensa "Applause", che così assume la funzione della canzone dei titoli di coda.
    Tirando le somme, ARTPOP è un buon album, ma di certo non il migliore di Lady Gaga: ci sono troppe sbavature, troppi errori di distrazione. Il tentativo di trasporre la Pop Art e, più in generale, l'arte contemporanea nell'intrinsecamene commerciale musica pop non risulta sempre riuscito. Insomma, questo è un diamante grezzo, l'ombra dell'album che avrebbe potuto essere. Rimane comunque molto superiore al sopravvalutato The Fame.
  • - Classifica delle tracce:
    1. "Mary Jane Holland"
    2. "Gypsy"
    3. "Artpop" 
    4. "Aura"
    5. "Venus"
    6. "Swine"
    7. "G.U.Y"
    8. "Manicure"
    9. "Do What You Want"
    10. "Dope"
    11. "Applause"
    12. "Sexxx Dreams"
    13. "Donatella"
    14. "Jewels & Drugs"
    15. "Fashion!"


  • Leandra - Isomorphine
    Voto: 88
    Genere: Dance pop, Electropop, Dark cabaret, Synth pop, Alternative pop
    Influenze: Musica neoclassica, Chamber pop, 



  • Lingua Mortis Orchestra - LMO
    Voto: 80
    Genere: Symphonic metal
    Influenze: Heavy metal, Progressive metal, Power metal, Medieval rock



  • Orphaned Land - All Is One
    Voto: 88
    Genere: Oriental metal, Progressive metal, Folk metal
    Influenze: Folk israeliano, Symphonic metal



  • Panic! At the Disco - Too Weird To Live, Too Rare To Die! 
    Voto: 67
    Genere:Synth rock, Synth pop, Alternative dance, Pop rock, Alternative rock



  • Persefone - Spiritual Migration
    Voto: 76
    Genere: Progressive death metal, Technical death metal
    Influenze: Symphonic metal, Melodic death metal, Progressive metal
    - Commento: Il precedente album, Shin-Ken, era un capolavoro, ma ora i Persefone si sono a tratti persi in una marea di virtuosismi inutili. Comunque Spiritual Migration rimane un bel disco.



  • Phildel - The Disappearance of the Girl
    Voto: 91
    Genere: Baroque pop, Synth pop, Alternative pop
    Influenze: Pop acustico, Pop cantautoriale, Musica elettronica, Musica neoclassica, Dance pop
    Note: Di Phildel ne ho già parlato.



  • Serj Tankian - Orca (Symphony No. 1)
    Voto: 72
    Genere: Musica classica
    Influenze: Ambient



  • Sirenia - Perils of the Deep Blue
    Voto: 75
    Genere: Symphonic gothic metal
    Influenze: Industrial metal, Musica elettronica, Pop metal, Melodic death metal, Doom metal
  • - Commento: I Sirenia, nati da una costola dei Tristania, avevano iniziato la loro carriera con un album ottimo e uno molto buono, seguiti però da un album brutto, uno caruccio e uno a dir poco indecente. Nessuno nutriva più speranze nei confronti dei Sirenia, eppure la band ha piacevolmente stupito: Perils of The Deep Blue è buon album. Le chitarre e il comparto ritmico si sono irrobustiti, sfiorando più volte il death melodico, le linee vocali sono orecchiabili senza essere eccessivamente zuccherose, ritornano le atmosfere angoscianti e tendenti al doom, si passa da brani lunghi e complessi a brani corti e "easy listening" e ci sono vari influssi elettronici. Le canzoni, dal punto di vista strumentale e vocale, funzionano quasi tutte. E a proposito di voce: Ailyn, sei sempre tu? Caspita, la spagnola è migliorata molto!
    L'unica nota dolente dell'album, purtroppo, sono i testi che trasudano banalità e cliché. In futuro, i Sirenia dovranno renderli più originali e affiancarli a una maggiore valorizzazione degli elementi personali del sound.


  • the GazettE - Beautiful Deformity
    Voto: 86
    Genere: J-metal, J-rock,  Industrial metal, Metalcore, Alternative metal
    Influenze: Musica elettronica, Dance rock, Hard rock, Electronicore 



  • The Ocean - Pelagial
    Voto: 91
    Genere: Avantgarde metal, Progressive metal, Sludge metal, Post metal, Progressive death metal
    Influenze: Ambient, Death metal, Doom metal



  • Thirty Seconds to Mars - Love, Lust, Faith + Dreams
    Voto: 82
    Genere: Alternative rock, Arena rock, Synth rock, Symphonic rock
    Influenze: Music elettronica, Musica neoclassica, Folk, Dance rock, Electronic rock, "Soundtrack music", Musica araba/orientale
    - Classifica delle tracce:
    1. "Pyres Of Varanasi"
    2. "The Race"
    3. "Northern Lights"
    4. "End of All Days"
    5. "Depuis Le Debut"
    6. "Birth"
    7. "Up In The Air"
    8. "Do or Die"
    9. "City of Angels"
    10. "Conquistador"
    11. "Bright Lights"
    12. "Convergence"

  • Ulcerate - Vermis
    Voto: 80
    Genere: Technical death metal, Progressive death metal
  • giovedì 20 marzo 2014

    Wintersong + The Essence of Silence

    Oggi è l'equinozio di primavera. Salutiamo l'inverno con la meravigliosa "Wintersong" di Kari Rueslåtten.

    Dato che ieri è stato pubblicato il (bellissimo e curatissimo) lyric video ufficiale, aggiungo anche "The Essence of Silence" degli Epica, primo singolo estratto dall'imminente The Quantum Enigma.
    Il testo parla della meditazione come strumento per ritrovare se stessi e trae ispirazione dalla spiritualità orientale e dalla psicoanalisi junghiana.

    venerdì 7 marzo 2014

    Citazioni scrittorie

    «Vorrei una prosa trasparente. Non voglio che il lettore incespichi su di me, ma voglio che lui veda attraverso le mie parole ciò che sto descrivendo. Non voglio che lui dica "Oh, santo cielo, com'è scritto bene!": sarebbe un fallimento.» [V. S. Naipaul, Nobel per la letteratura 2001]

    «Mostrare la storia ai lettori attraverso una sequenza di scene non darà solo immediatezza alla scrittura, le darà trasparenza. Uno dei modi più semplici per sembrare un dilettante è quello di usare tecniche narrative che attirino l’attenzione su di sé e la distolgano dalla storia. Devi fare in modo che i lettori siano così presi dal tuo mondo da non accorgersi nemmeno che lo scrittore esista.» [Renni Browne]

    «Non dirmi che la luna splende, mostrami il riflesso della luce sul vetro rotto.» [Anton Čechov]

    «Non si può restituire dignità critica al narrato semplicemente saltando su a difenderlo – non in questo campo di battaglia. I suoi nemici avrebbero gran parte degli argomenti migliori dalla loro. Molti romanzi sono seriamente danneggiati da sciatte intrusioni [dell'autore]. In più è semplice dimostrare che un episodio mostrato è più efficace dello stesso episodio narrato, finché la scelta è ridotta a due e solo due estremi tecnici. E, infine, i romanzieri e i critici che hanno deplorato il narrato hanno conquistato per la narrativa quella posizione come forma d’arte maggiore che, prima di Flaubert, le era generalmente negata, e hanno spesso mostrato una serietà e una devozione verso la loro arte che da sole bastano a rendere convincenti le loro dottrine. Non c’è niente da guadagnare – anzi, c’è tutto da perdere – se diciamo a James o a Flaubert che ammiriamo i loro esperimenti di serietà artistica, ma che ora preferiamo rilassare un po’ i nostri standard e incoraggiare i romanzieri a tornare a mescolare quella che James chiamò “la grande brodaglia.” Ci può essere spazio, nella casa della narrativa, anche per le brodaglie informi – per essere lette, presumibilmente, nelle ore dell’indolenza o negli anni della pensione. Ma io non mi metterò a difenderle come forma d’arte in virtù del fatto che sono informi.» [Wayne C. Booth]

    «L’arte della narrativa non comincia finché il romanziere non pensa alla storia come una materia da mostrare, da esibire in modo che si racconti da sola. [...] La faccenda deve sembrare vera, e questo è tutto. Non è resa vera semplicemente raccontando che è vera.» [Percy Lubbock]

    «[Lo scopo della Narrativa è] prendere il lettore, immergerlo nella vicenda così a fondo da renderlo inconsapevole sia di stare leggendo sia dell’esistenza di un autore, in modo che alla fine possa dire e credere “io ero lì, io c'ero”.» [Ford Madox Ford]

    «La Narrativa deve essere avvincente. Le parole non devono essere lì per il gusto della loro bellezza, ma per stimolare nella mente immagini vivide ed emozioni intense, tanto che il lettore dimentichi di star leggendo e si immerga nel mondo narrativo come se fosse reale.» [Marco Carrara]

    «Sia nella Retorica degli oratori che nella Narrativa, l’obiettivo è convincere il pubblico ed emozionarlo con l’uso di una tecnica tanto perfetta da far sparire "il testo" e lasciare solo l’effetto.» [Marco Carrara]

    «(Il romanziere) deve imparare a uscire fuori di sé, vedere e sentire le cose da ogni essere umano — e inumano — punto di vista. Egli deve essere in grado di riportare, con precisione convincente, il punto di vista di un bambino, una giovane donna, un anziano assassino, o il governatore dello Utah. Egli deve imparare, fissando intensamente il sogno che sogna sulla macchina da scrivere, a distinguere la sottile differenza tra il discorso e il sentimento dei suoi vari personaggi, lui stesso imparziale e distaccato come Dio, offrendo a tutti gli esseri umani ciò che è loro dovuto e riconoscendo le loro debolezze.» [John Gardner]

    «Invece di dire che i personaggi sanno qualcosa, devi presentare i dettagli che permettano al lettore di capire ciò che sanno. Invece di un personaggio che vuole qualcosa, devi descrivere quella cosa in modo che il lettore la voglia. [...] In breve, niente più scorciatoie. Solo specifici dettagli sensoriali: azioni, odori, gusti, suoni e sensazioni.» [Chuck Palahniuk]

    «Se quelli che hanno studiato l’arte della scrittura sono d’accordo su una cosa, è questa: il modo più sicuro per stimolare e mantenere l’attenzione del lettore è essere specifici, chiari e concreti. I più grandi scrittori – Omero, Dante, Shakespeare – sono efficaci in gran parte perché trattano i particolari e riportano i dettagli che contano. Le loro parole evocano immagini.» [William Strunk & E. B. White]

    «Una prosa ricca, ornata, è difficile da digerire, generalmente malsana e talvolta nauseante. [...] La scrittura vigorosa è concisa. Una frase non deve contenere parole inutili, né un capoverso frasi superflue, per la stessa ragione per cui un disegno non deve contenere linee inutili, né una macchina parti superflue. Questo non significa che lo scrittore deve rendere tutte le frasi brevi, o evitare tutti i dettagli e trattare gli argomenti solo nelle linee generali, ma che ogni parola deve contare.» [William Strunk & E. B. White]

    «L’artista deve essere come Dio nella creazione, invisibile e onnipotente; bisogna percepirlo ovunque, ma non vederlo mai.» [Gustave Flaubert]

    «Ogni trovata narrativa è reale [...]. La poesia è una scienza esatta quanto la geometria.» [Gustave Flaubert]

    «Ciò che risulta scorrevole da leggere è dannatamente difficile da scrivere.» [Nathanael West]

    «Quando qualcosa può essere letto senza fatica, grande fatica è stata fatta per scriverlo.» [Enrique Poncela]

    «Per me una pagina di buona prosa è una dove si sente la pioggia e il rumore della battaglia.» [John Cheever]

    «Chi scrive in modo affettato somiglia a chi si mette in ghingheri per non essere scambiato e confuso col volgo; è questo un pericolo che il gentiluomo non corre mai, anche se indossa l’abito più misero.» [Arthur Schopenhauer]

    «Scrivi con nomi e verbi, non con aggettivi e avverbi. Non è ancora stato creato l’aggettivo capace di tirare un nome debole o impreciso fuori da una strettoia.» [William Strunk & E. B. White]

    «Credo che la strada per l'inferno sia lastricata di avverbi.» [Stephen King]

    «Non credo molto al mito "scrittori si nasce", credo piuttosto che lo si diventi.» [Stephen King]

    «Un dilettante prima o poi riuscirà a scrivere una bella storia, ma il vero scrittore è quello per il quale la tecnica è diventata [...] una seconda pelle.» [John Gardner]

    «Nessuno può scrivere decentemente se diffida dell’intelligenza del lettore o se intende trattarlo con condiscendenza.» [William Strunk & E. B. White]

    «Se si guarda alle prime bozze anche dei più grandi scrittori come Tolstoj e Dostoevskij, si vede che l'arte letteraria non viene volando come Athena, completamente formata, dalla testa di Zeus. Infatti, la stupidità delle bozze dei primi progetti dei grandi scrittori è una cosa scioccante e confortante da vedere.» [John Gardner]

    «“Il Generale emise un suono udibile”. Ho letto questa frase in un recente bestseller e ha fatto ribollire il mio sangue di editor. Avrei voluto gridare: avanti, prova a emettere un suono inudibile, dannazione!» [Richard Marek]

    «La cattiva scrittura, qualunque criterio si adotti per definirla, qualche volta raggiunge la pagina stampata. La pubblicazione non santifica la cattiva scrittura. Nel corso degli anni mi è capitato di leggere narrativa scritta in maniera davvero schifosa.» [Ansen Dibell]

    mercoledì 5 marzo 2014

    La coerenza di Antonio Pennacchi

    Tempo fa ho scritto un articolo molto duro verso alcune dichiarazioni di Antonio Pennacchi, questo. Vi ricordate le parole del Premio Strega 2010? Eccole:
    La letteratura di evasione è sempre esistita, i soldati romani sul vallo di Adriano portavano da leggere le favole, non l'Eneide. Ma la letteratura di genere - che pur ha ragione di esistere - non è letteratura alta, ma è una letteratura minore perché non sposta le persone.
    Nel 2013 è uscito un nuovo romanzo di Pennacchi, "Storia di Karel". Indovinate un po'? È un romanzo fantascientifico!
    Ecco la trama:
    La Colonia è un lembo di terra ai confini della galassia. I suoi abitanti, pochi, nel deserto e lontani dal mare, sono costretti a vivere secondo princìpi ferrei. Tutto è regolato da un fantasmagorico potere, invisibile, globale e realissimo, quello della Federazione. Sui giorni e le ore dei coloni aleggia un clima plumbeo talvolta interrotto dai rari e improvvisi quanto fugaci arrivi di un circo. Due divieti assoluti vigono sui coloni: non possono far uso di tabacco e utilizzare petrolio. A spezzare questo clima, a infrangere le due proibizioni, pensano tre bambini in fuga e una donna curiosa e vagheggiante di nostalgia per suo padre. Basterà poco per risvegliare l’ingegnosità, la brama di conquista e di progresso − in realtà mai sopiti del tutto − dei coloni, e il loro desiderio di ribellione.
    Sorvolando sulla trama che trasuda banalità trite e ritrite, si configurano da subito delle tematiche socialmente impegnate. Ma che senso ha trattare certe tematiche se tanto la letteratura fantastica non sposta nessuno? E che senso ha occuparsi di narrativa di genere se tanto è letteratura minore?
    Per carità, cambiare idea è assolutamente legittimo e giusto, ma siamo davvero sicuri che Pennacchi lo abbia fatto? Non sono riuscito a trovare sue dichiarazioni di scuse, sue ritrattazioni argomentate rispetto alle dichiarazioni sulla narrativa fantastica, quindi il nuovo romanzo mi puzza più di ipocrisia, incoerenza e furbata commerciale. Sì, perché se è vero che la fantascienza in Italia è poco considerata, è altresì vero che a Pennacchi certo non dispiacerebbe ampliare il suo pubblico. Ma in fondo si può pretendere un po' di coerenza da uno che passa con disinvoltura dal neofascismo al comunismo? Per lui la letteratura fantastica non sposta le persone, ma il portafogli evidentemente sì. Oppure, spero, ha davvero cambiato idea, ma non ha avuto l'occasione di spiegarlo. Anzi no, in realtà l'occasione l'ha avuta. Dove? Qui. Per quanto io mi trovi d'accordo con lui sul discorso "Elfi e altri cliché", non posso fare a meno di notare che le sue parole vadano in contrasto con quanto ha precedentemente dichiarato. E no, non spiega il cambio di prospettiva, ma anzi nega di aver definito la letteratura di genere come "letteratura minore". Una ritrattazione molto "Berlusconi style", insomma. La poracciata della non-esistenza dei generi, inoltre, la poteva tranquillamente evitare: l'uomo è un animale tassonomico.
    Ciò detto, nulla impedisce che "Storia di Karel" sia comunque una buona lettura. Appena avrò smaltito la wishlist di racconti Bizarro fiction, mi dedicherò al romanzo di Pennacchi senza alcun pregiudizio. Se si rivelerà di qualità, lo recensirò. Certo è, però, che questi estratti non lasciano ben sperare sull'ambito tecnico-stilistico. Anzi, a dirla tutta, sono scritti in modo dilettantesco e con la classica pretenziosità di chi è abituato alla Literary Fiction ed evita come la peste le Tecniche Narrative. Un po' come Miéville, che però compensa con originalità e fantasia a bizzeffe. Pennacchi con cosa compensa il suo stile indecente con tanto di infodump iniziale? Con la banalità e i cliché tipici del sentito dire? Ah, allora stiamo messi bene.

    P.S. lo ribadisco per l'ennesima volta: la letteratura d'evasione e quella impegnata hanno uguale dignità, e io non ho problemi a passare dall'intrattenimento puro di Mellick III alle importanti riflessioni socio-politiche di Miéville. Però è falso che "narrativa di genere" corrisponda a "narrativa d'evasione", e proprio Miéville ne è un esempio. La narrativa fantastica in particolare può essere molto più efficace del classico "romanzo sociale".
    Vi lascio con una vignetta random di Molg H. tradotta da "Molg H. Italia". Così, tanto per.
    Molg H.

    domenica 2 marzo 2014

    Aspettando "The Quantum Enigma"

    Il nuovo album degli Epica, The Quantum Enigma, uscirà 2 maggio in Europa, il 5 maggio nel Regno Unito e il 13 maggio negli U.S.A. e nel resto del mondo.

    L'artwork, disegnato da Stefan Heilemann, presenta una montagna con un occhio ispirata al dipinto "L'Isola dei Morti" e che rappresenta il mondo che possiamo vedere. Sotto c'è il mondo sottomarino, che è molto più grande e rappresenta ciò che non possiamo vedere. Le barche e i sottomarini rappresentano la curiosità umana e la ricerca delle risposte alle domande della vita. Il Buddha rappresenta la spiritualità, mentre il DNA e le molecole rappresentano la materialità e il ciclo di vita e morte. Ci sono anche dei simboli che rappresentano i quattro elementi. Ma la copertina è solo una parte dell'opera di Heilemann; infatti il booklet si presenta come un grande dipinto in cui un cervello umano, ingannato dai sensi, genera l'illusione della nascita, l'illusione della vita, l'illusione della morte e l'illusione del mondo materiale.

    Ecco la tracklist e i minutaggi:
    1. "Originem" - 2:11
    2. "The Second Stone" - 5:00
    3. "The Essence Of Silence" - 4:47
    4. "Victims Of Contingency" - 3:31
    5. "Sense Without Sanity (The Impervious Code)" - 7:42
    6. "Unchain Utopia" - 4:45 
    7. "The Fifth Guardian (Interlude)" - 3:04
    8. "Chemical Insomnia" - 5:12
    9. "Reverence (Living In The Heart)" - 5:02
    10. "Omen (The Ghoulish Malady)" - 5:28
    11. "Canvas Of Life" - 5:28
    12. "Natural Corruption" - 5:24
    13. "The Quantum Enigma (Kingdom Of Heaven, part II)" - 11:53
    L'album, oltre alla versione standard, ne ha quattro speciali (digipack, earbook, iTunes e vinile), ognuna con una sua bonus-track. Per la precisione, le tracce bonus sono:
    • "In All Conscience" (Digipack additional track) - 5:04
    • "Dreamscape" (Earbook additional track)- 4:59
    • "Banish Your Illusion" (iTunes additional track) - 6:11
    • "Memento" (Vinyl additional track) - 4:12 
    • "Mirage of Verity" - 5:59
    La versione digipack e la versione earbook avranno anche un secondo cd con le versioni acustiche di "Canvas of Life", "In All Conscience", "Dreamscape" e "Natural Corruption". La versione earbook, inoltre, avrà un terzo cd con le versione strumentali delle tracce standard e un libro di 48 pagine.

    Il primo singolo, "The Essence of Silence", uscirà il 14 marzo, mentre il secondo, "Unchain Utopia", uscirà il 7 aprile.
    Nel frattempo, per stuzzicare i palati, gli Epica hanno rilasciato due trailer dell'album girati durante le registrazioni. 

    Pagelle Musicali: 2013 - Purgatorio

    Benvenuti in Purgatorio, il luogo dove risiedono i mediocri dell'universo musicale. Qui vengono stipati gli album sufficienti dell'anno, quelli senza infamia e senza lode, per lo meno tra ciò che ho avuto modo di ascoltare io. I voti vanno da 55 a 65.
    Per evitare polemiche inutili, prima di criticare un voto vi consiglio di leggere le motivazioni dei voti. Vi ricordo inoltre che non ha senso paragonare album appartenenti a generi diversi (es. l'album metal X prende 60, l'album pop Y prende 90, o viceversa) e quindi vi invito a evitare polemiche a riguardo.

    "E canterò di quel secondo regno
    dove l’umano spirito si purga 
    e di salire al ciel diventa degno."
    • Jessie J - Alive
      Voto: 65
      Genere: Pop, R'n'B
      Influenze: Dance pop, Pop rock
      Commento: Who You Are è stato un buon album d'esordio, con dei pezzi davvero belli (la title-track e "Nobody's Perfect" su tutte), ma Alive non è all'altezza del precedente. La cantante inglese sembra non aver ancora trovato una sua identità, barcamenandosi così tra l'r'n'b e un pop sbarazzino alla Katy Perry.
      Segnalo, oltre che la molto buona "Wild", le emozionanti "Breathe", "I Miss Her" e "Thunder". Il resto si può cestinare. 
    • Tarja Colors in the Dark
      Voto: 64
      Genere: Symphonic metal, Symphonic rock
      Influenze: Ambient, Folk, New Age
      Commento: Se devo essere sincero, sono sorpreso: non mi aspettavo questo sound né questo livello qualitativo. I precedenti album di Tarja avevano una o due belle canzoni (la bella "I Walk Alone" nel primo, la meravigliosa "I Feel Immortal" e la buona "Untill My Last Breath" nel secondo), ma il resto andava da mediocre a brutto. Con Colors in the Dark Tarja ha voluto cambiare strada e sperimentare un po', talvolta con risultati pessimi (la ridicola "Victim Of Ritual", la bruttissima "Never Enough" e l'evitabile "Neverlight"), talvolta con risultati ottimi (la splendida "Mystique Voyage", l'interessante cover "Darkness", l'orecchiabile ma non scontata "500 Letters"). Per quanto riguarda il resto dell'album, viaggia sulla sufficienza. 
      Concludendo, se fosse stato cantato decentemente, avrei dato ben dieci punti in più a Colors in the Dark. Rimane comunque un album superiore ai precedenti e che lascia ben sperare sul futuro artistico della cantante finlandese, specialmente se deciderà di continuare a sperimentare con le atmosfere ambient e new age.

    P.S. avendo a che fare con due soli album, anche stavolta ho preferito non utilizzare gli spoiler. Ciò non accadrà nel ricchissimo Paradiso del 2013.

    sabato 1 marzo 2014

    Vi presento Phildel, la rivelazione musicale del 2013

    PhidelPhildel Hoi Yee Ng è una cantautrice inglese di origini cinesi e irlandesi.
    Quando Phildel aveva 9 anni, sua madre si risposò con un fondamentalista islamico. Questi vietò ogni forma di musica in casa sua, quindi la piccola Phildel crebbe senza mai ascoltarne. Niente radio, niente cd o cassette, niente strumenti musicali, niente canto, niente di niente. Inoltre veniva trattata (e maltrattata) come una serva. Tuttavia, Phildel frequentava di nascosto gli insegnanti di musica e pianoforte di una scuola locale. A 17 anni fuggì di casa per vivere libera e realizzare i suoi sogni.
    Nel 2007 compose il brano The Kiss, che venne utilizzato per una campagna pubblicitaria dell'iPad 3 della Apple. Successivamente incise un album neo-classico chiamato QI, grazie al quale ottenne l'attenzione della Decca Records (Universal). Sotto contratto con questa major, nel 2013 ha pubblicato The Disappearance of the Girl. Successivamente, però, Phildel ha abbandonato la sua casa discografica e ha deciso di autoprodursi l'ep The Glass Ghost. Questo perché la promozione che le imponeva la major era troppo stressante. Phildel è una persona casalinga, amante del giardinaggio, dei gatti, delle piccole cose, non certo dell'attenzione mediatica, della pressione e dei continui viaggi.
    La musica di Phildel è realmente pura e incontaminata: è cresciuta senza riferimenti nella musica contemporanea e quindi ha tratto ispirazione soprattutto dalle proprie emozioni. I critici musicali si sono sforzati nel paragonarla ad altri artisti, ma è chiaro che si tratta di forzature. La musica di Phildel nasce dal suo cuore, è interiore e innata, povera di riferimenti musicali e proprio per questo in grado di emozionare e di stupire. Lo stesso vale per la sua voce eterea, che è in grado di arrivare dritta al cuore dell'ascoltatore. Certo, bisogna dire che non è impostata e che è molto limitata per estensione e potenza, ma studiando un po' di tecnica vocale potrebbe diventare una brava cantante. E dal punto di vista musicale? Oh, è già una grande artista!
    Parlando dei testi, invece, questi sono molto personali sia nel linguaggio sia nelle strutture. Spesso sembrano singhiozzati, come se si trattasse di frammenti di discorsi tra sé e sé pieni di sottintesi, oppure come se fossero spezzati dalla commozione. A conferma di ciò, Phildel ha dichiarato di scrivere i testi di getto, seguendo il flusso dei suoi pensieri, e che solo dopo riesce a dar loro un significato. 
    La musica di Phildel è di difficile catalogazione e contiene elementi alternative/indie pop, chamber pop, neoclassici, trip-hop/chillout/ambient e dance, il tutto unito con grande raffinatezza, eleganza e carica emozionale.

    Canzoni consigliate: "Afraid of the Dark", "Celestial""Moonsea", "Dust and Cloud" (con Sleepthief), "Holes In You Coffin", "Switchblade", "Storm Song", "The Wolf" e "Beside You".