Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

giovedì 1 novembre 2012

Cambiare tutto per non cambiare niente

Il titolo di questo post, chiaro riferimento a "Il Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa, ha a che fare con le elezioni regionali siciliane. Queste sono state vinte da Rosario Crocetta, candidato del PD e dell'UDC.

No, non sto festeggiando. Perché? Innanzitutto perché non è cambiato assolutamente nulla! Hanno vinto il PD e l'UDC, ma non hanno i numeri per governare (39 seggi all'assemblea regionale, ma la maggioranza minima è di 46). Crocetta ha già dichiarato che non intende fare alleanze post-elettorali, ma dovrà comunque andare a elemosinare voti di volta in volta, verosimilmente all'MPA. PD, MPA e UDC insieme, proprio come nel quarto governo Lombardo. Insomma, è cambiato tutto per non cambiare assolutamente nulla! Anzi, la situazione è peggiorata a livello nazionale, dato che ora il PD sta tornando a considerare la folle alleanza con l'UDC per le prossime elezioni politiche.

A tutto ciò va aggiunta anche l'incoerenza di Crocetta: omosessuale alleato con un partito profondamente omofobo come l'UDC. Un po' come un ebreo eletto con i voti del partito nazista. Come se non bastasse, Crocetta, che ha da sempre lottato contro la mafia, sarà costretto a dialogare con i burattini della mafia in politica. 

Io, comunque, ho votato Giovanna Marano. Voto inutile? No, per niente. Si tratta invece di un voto di testimonianza: non avrebbe avuto senso votare gli incoerenti né tanto meno chi non intende cambiare davvero strada.

A proposito di "voto di testimonianza", c'è chi lo considera affine all'astensionismo. Nulla di più sbagliato, e a tal riguardo cito Michele Serra:
La maggioranza dei siciliani non è andata a votare, ma sarà ugualmente governata. Da un governo di altri, eletto da altri. Se il proposito di chi non vota è tirare una bordata alla politica, depotenziarla, dequalificarla, il risultato è (sempre) l'esatto contrario: nei suoi nuovi confini, più ristretti, la politica può ugualmente sommare i voti che le restano dentro il cerchio magico del cento per cento. Chi è andato a votare, per quanto minoranza, pesa come una totalità. E chi non ha votato, per quanto maggioranza assoluta, pesa meno della più insignificante delle listerelle del nostro comicissimo paese (per fare solo tre nomi Popolo dei Forconi, Piazza Pulita e Sturzo Presidente). Di peggio, nel bilancio di chi non vota, si può aggiungere questo: che grazie all'astensione di massa, per vincere e per governare bastano meno voti, sempre meno voti. Lo stesso numero di voti che non erano sufficienti, pochi anni fa, per arrivare secondi o terzi, oggi bastano per vincere. Ovviamente chi non va a votare ha le sue rispettabili ragioni, e il diritto di non farlo. Ma perde il diritto di lamentarsi per quanto accadrà, e acquisisce il dovere di tacere e subire, perché ha taciuto e subito nel giorno delle elezioni.
In Sicilia l'astensione ha superato il 50%, e questo è un dato davvero molto allarmante. I partiti, di fronte a una disaffezione così grande da parte dei cittadini, dovrebbero aprire una grande riflessione. E invece preferiscono festeggiare vittorie pirriche. Ebbene sì, caro Bersani,  i voti realmente presi da Crocetta sono pochi.

È assurdo, però, che neppure il Movimento 5 Stelle  sia riuscito ad arginare l'astensione, pur ottenendo un ottimo risultato. Risultato di cui non mi stupisco affatto: è normale che, nei periodi di crisi (politica, economica, sociale, culturale), la gente smetta di usare il cervello a favore delle "viscere". E infatti Grillo è il classico populista che parla alla pancia delle persone. Non sarebbe ora di ricominciare a parlare al cervello dei cittadini? Giusto per non farlo andare in atrofia. Ci sarebbero anche tante altre cose da dire sul M5S, come ad esempio la pochissima democrazia interna (alla faccia della coerenza) e alcune dichiarazioni di Grillo a metà tra il leghismo e il neofascismo, ma non è questo il post adatto per parlarne. Per carità, i grillini (o "zitelle acide") affermano anche molte cose giuste, ma d'altra parte è un movimento così variegato al suo interno che per forza di cose deve nascere qualche buona idea. Purtroppo per loro sarà proprio l'enorme eterogeneità a farli crollare come un castello di carte.

Concludendo, le elezioni siciliane almeno un effetto positivo lo hanno avuto: hanno intonato il canto funebre del PDL. Ma questa è l'unica cosa per cui festeggiare.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Concordo perfettamente con te, purtroppo =/

Anonimo ha detto...

Ottima e insieme sintetica analisi. Mi dispiace solo che le conclusioni siano così negative.

Carolina Duepuntozero ha detto...

Alle prossime elezioni credo che voterò Barak Obama. E' in America, dici? Meglio che quelli che si presenteranno. C'è una cosa che vorrei dire, però: spesso e volentieri il Sud e la Sicilia si sono lamentati per tanti motivi collegandoli all'egemonia del Nord. Ebbene. spero che d'ora in avanti si assumeranno le responsabilità del scegliere politici non all'altezza e di scegliere certi status quo con cognizione di causa.

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