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domenica 3 giugno 2012

Recensione: "Leviathan" di Scott Westerfeld

(Articolo originariamente pubblicato sul terzo numero della rivista "Fralerighe")
  • Titolo: Leviathan 
  • Autore: Scott Westerfeld
  • Illustratore: Keith Thompson
  • Genere: Fantascienza 
  • Sottogenere: Steampunk, Ucronia con influenze Dieselpunk
  • Editore italiano: Einaudi 
  • Pagine: 400 
  • Anno: USA 2009 - ITA 2010 

Trama:
“Siamo sull’orlo della Prima guerra mondiale.
Mentre il giovane Alek, principe dell’Impero austro-ungarico, è in fuga sul suo Camminatore, di là dalla Manica una ragazza, Deryn Sharp, si traveste da maschio per diventare pilota nell’aviazione britannica. Ma il suo segreto rischia continuamente di essere scoperto.
I due ragazzi appartengono ai due opposti schieramenti: lui ai Cigolanti, lei ai Darwinisti. Ma il destino vuole che le loro strade si incrocino nel modo più inatteso portandoli entrambi a bordo del Leviathan, un gigantesco animale volante, metà balena metà dirigibile, che forse li strapperà al frastuono della guerra.”

Recensione:
“Leviathan” è un romanzo illustrato, primo di una trilogia, che rivisita la Prima Guerra Mondiale in chiave steampunk/dieselpunk. In questa ucronia, la tecnologia ha fatto passi da gigante: i Cigolanti (Tedeschi, Austro-Ungarici, Ottomani) si sono specializzati nella costruzione di corazzate terrestri e di enormi robot da guerra chiamati “camminatori” (somiglianti, tra l’altro, ai mach di certi anime giapponesi); i Darwinisti (Inghilterra, Francia, Russia), invece, hanno imparato ha manipolare il DNA creando così nuove creature viventi ibride. Fin qui, l'ambientazione embra molto interessante. E anche verosimile? Non esattamente. 
I mach dei Cigolanti sono verosimili per quanto riguarda il loro funzionamento, ma molto meno per quanto riguarda la scelta di usarli: si ribaltano facilmente e riportarli in piedi è difficilissimo, non sono intelligenti e hanno bisogno di un equipaggio per essere pilotati. Usare dei classici carri armati no, eh? I mostri darwinisti, invece, non sono proprio verosimili: com’è possibile manipolare il DNA senza mezzi tecnologici adatti come microscopi elettronici e computer? Non si sa, non viene mai spiegato all’interno del romanzo. E pensare che basterebbe introdurre la magia per risolvere il problema. E inoltre, come mai i Darwinisti non modificano dei virus per creare armi batteriologiche? E come mai non modificano il proprio DNA per rendersi immortali o per curare ogni malattia o per avere ali e branchie? Pare sia vietato, o almeno così viene semplicisticamente spiegato. Infine, bisogna notare che le creature darwiniste spesso sono inefficienti, il che è un grave problema in guerra. La faccenda avrebbe senso se i Darwinisti fossero dei fanatici con una fede quasi religiosa verso la bioingegneria, e in effetti questa è la spiegazione data. Peccato che sia falsa e ingannevole: il Leviathan usa normali motori meccanici, il che mina la credibilità della storia. Insomma, la pigrizia di Westerfeld ha creato un’ambientazione semplicistica e infantile. In compenso, però, alcune creature darwiniste sono davvero interessanti: palloni-medusa, lucertole ripetitrici, balene-dirigibili.

Per quanto riguarda lo stile, c’è poco da dire: Westerfeld è uno scrittore competente con una sufficiente padronanza delle tecniche narrative. Scrive in modo semplice, pulito, preciso e appassionante.
Ci sono comunque varie sviste, come scene raccontate che andrebbero mostrate, dialoghi farlocchi e qualche avverbio inutile. Insomma, è sufficiente, in alcuni passaggi anche buono o molto buono, ma mai brillante. È comunque sopra la media, cosa molto rara di questi tempi.


Il punto di vista usato è in terza persona con prevalenza di introspezione profonda, ed è sempre ben controllato e fisso sul personaggio-pov di turno. A tal proposito, i POV di Alek e Deryn si alternano con regolarità.
Deryn è determinata e rozza, e usa espressioni e locuzioni particolari che la distinguono. Purtroppo, però, non ha motivazioni forti: si è arruolata volontaria nell'aeronautica militare solo per volare? Ma è una presa in giro? Alek, invece, è un personaggio infantile e non molto intelligente. E anche i vari personaggi secondari risultano insipidi, con l’unica accezione della dottoressa Nora Barlow.

Infine, per quanto riguarda la trama, la storia è quasi priva di colpi di scena e si trascina stanca fino a un finale aperto. Ma la cosa più grave è che non ci sono battaglie degne di questo nome! Parliamo di un romanzo sulla Grande Guerra, dove sono i morti e i bombardamenti e gli eserciti in marcia? Non pervenuti. E no, il fatto che questo sia un romanzo per “young adult” non è una scusante: i ragazzi non sono bambini dell’asilo, dubito possano scandalizzarsi leggendo un romanzo di guerra.

In conclusione, “Leviathan” non è un brutto romanzo. Anzi, sicuramente è superiore a molta robaccia che intasa le librerie. Ci sono vari difetti, ma lo stile e le illustrazioni riescono a compensare e a portarlo ben oltre la sufficienza.


Incipit:
I destrieri austriaci luccicavano sotto i raggi della luna e i cavalieri stavano ben dritti in sella, con le spade sguainate. Dietro di loro, i camminatori a motore diesel erano disposti su due file e pronti al fuoco, con i cannoni puntati sopra le teste della cavalleria. Uno zeppelin di metallo scintillante perlustrava il territorio neutrale al centro del campo di battaglia.
La fanteria francese e quella inglese erano al riparo dietro le fortificazioni – un tagliacarte, una boccetta di inchiostro e una fila di penne stilografiche – consapevoli di non avere alcuna possibilità contro la potenza dell’Impero Austroungarico. Ma alle loro spalle si stagliava una schiera di mostri darwinisti, pronti a divorare chiunque avesse osato battere in ritirata.
L’attacco stava per iniziare, quando il principe Aleksander ebbe l’impressione di sentire dei rumori dietro la porta... 
Sentendosi in colpa, il principe fece un passo verso il letto, poi restò immobile ad ascoltare. Fuori gli alberi erano mossi da una leggera brezza, ma per il resto la notte era silenziosa. Sua madre e suo padre erano a Sarajevo. E i domestici non avrebbero osato disturbarlo mentre dormiva.
Alek tornò alla scrivania e iniziò a far avanzare la cavalleria, sorridendo mentre la battaglia si avvicinava al culmine. I camminatori austriaci avevano finito di bombardare, e i cavalli di stagno stavano per annientare i francesi, ormai in netta inferiorità numerica. Ci aveva messo tutta la notte a organizzare l’attacco, usando un manuale di tattiche imperiali preso in prestito dallo studio del padre. 

L’autore:
Scott Westerfeld vive tra Sydney, in Australia, e New York. Insieme a Christopher Paolini e Stephenie Meyer è stato nominato da Amazon come uno degli autori che hanno rivoluzionato il mondo e il linguaggio della letteratura young adult.

12 commenti:

ATNO ha detto...

Volevo leggerlo, ma forse passo.

Michele A. F. Greco ha detto...

A me è piaciuto. Come ho detto, lo stile compensa i difetti. Poi, certo, non è nulla di speciale e se ne può fare a meno.

Anonimo ha detto...

Adesso scusami eh, scrivo qui anche se magari non è il posto giusto, ho leggiucchiato qua e là quindi magari farò riferimento a cose scritte in altri post.
Ma tu un briciolo di pudore non ce l'hai? Sei l'ultimo scemo che ha letto due manuali sulla scrittura e parli di "esordienti" come se tu avessi pubblicato 20 romanzi e venduto trilioni di copie.
Lasciamo perdere che alcuni tuoi articoli sono in maniera imbarazzante la brutta copia di quelli di quella demente di Gamberetta.
Come tutti sei pienamente libero di criticare chi ti pare per i motivi che ti pare, però sentir dire "ha usato troppi avverbi" o "scene non mostrate abbastanza", ti giuro, sembri un povero coglione, abbi un po' di amor proprio e smettila con queste stronzate.
Mi sembra di aver capito che scrivi su qualche sito o rivista, mi chiedo che razza di sito possa essere se scelgono uno che dice questo genere di puttanate.
e a leggere i due commenti qua sopra mi preoccupo ancora di più, esiste gente così idiota da fidarsi pure dei tuoi pareri.
mi cadono davvero le palle in terra guarda.
"com’è possibile manipolare il DNA senza mezzi tecnologici adatti come microscopi e computer? Non si sa, non viene mai spiegato all’interno del romanzo. E pensare che basterebbe introdurre la magia per risolvere il problema. E inoltre, come mai i Darwinisti non modificano dei virus per creare armi batteriologiche? E come mai non modificano il proprio DNA per rendersi immortali o per curare ogni malattia o per avere ali e branchie?" ma ti rendi conto delle minchiate che dici?
cazzo non c'è niente da fare, gamberetta ha fatto scuola, e l'ha fatta malissimo, ha creato dei mentecatti che cercano ogni minimo cavillo pur di cercare di spalare merda su gente a cui non si avvicineranno mai nemmeno abbastanza da baciargli i piedi.
sinceramente, smettila con la critica "strutturale" che sei ridicolo.

Michele A. F. Greco ha detto...

Guarda, caro/a, qui l'unico ridicolo sei tu. Ce la fai ad argomentare la tua tesi o è troppo difficile? Facile dire che sparo minchiate senza argomentare.

E tra l'altro, lo ripeto per la centesima volta: io NON sono fan di Gamberetta, né un suo detrattore. Sono neutrale nei suoi confronti in quanto ha dei pro (conosce bene le tecniche narrative, scrive bene e abbiamo gusti simili) e dei contro (non mi piace per niente l'atteggiamento aggressivo delle sue recensioni). C'ho pure litigato una volta, anche se poi abbiamo chiarito. Ma riguardo alle tecniche narrative lei non si è inventata nulla, e anzi, dice cose piuttosto scontate per chi ha studiato, ripete cose che all'estero sono insegnate nelle università. Ma che ne puoi sapere tu?! Ah, l'ignoranza italica...

E poi, dei buchi nella trama ENORMI non sono piccoli cavilli. Si chiama coerenza interna: se crei un'ambientazione con determinate premesse, devi applicarle sempre e devi fondarle su qualcosa, su delle spiegazioni (scientifiche per la fantascienze, non-scientifiche per il fantasy). Se non lo fai rende poco verosimile la storia e infantile l'ambientazione. Uno scrittore deve avere cura anche di queste cose, se ci tiene a produrre romanzi validi. Westerfeld è stato troppo pigro, il che è un peccato dato che stilisticamente è bravo (non eccellente, ma bravo sì). Segue le basilari tecniche narrative, nulla di più.

Grazie alla gente come te in Italia il fantasy e la fantascienza sono considerati generi di serie B. "Chi se ne frega dei buchi della trama, tanto è fantasy!" -.- Che professionalità...
E non ho neppure spalato merda in quanto per scelta non recensisco mai romanzi che reputo insufficienti (se è brutto non vale la pena perdere tempo a recensirlo, dandogli per giunta visibilità). Se recensisco un romanzo vuol dire che per lo meno lo reputo decente, e questo lo è.

Sei l'ultimo scemo che ha letto due manuali sulla scrittura e parli di "esordienti" come se tu avessi pubblicato 20 romanzi e venduto trilioni di copie. ---> già questa frase indica la tua ignoranza. No, non è un insulto, è una constatazione. Se un autore è scarso lo è punto e basta. E se il suddetto autore ha venduto milioni di copie e ha scritto 20 romanzi non cambia, rimane comunque scarso. E chiunque abbia un minimo di conoscenza delle tecniche della narrativa può dirlo. Nessuno è incriticabile, purché le critiche fatte si basino su argomentazioni valide. E non serve una certificazione per criticare, non servono venti romanzi pubblicati, ma solo un cervello funzionante e informato.

Drizzt ha detto...

Ecco mancava solo l'anonimo deficiente e ignorante -_-'' Ridicolo. Michele mi domando perché tu abbia messo la moderazione ai commenti se poi pubblichi pure gente così, che non contribuisce a nulla se non a fare sfoggio di ignoranza

Michele A. F. Greco ha detto...

Perché non mi piace la censura. Non ho censurato neppure commenti omofobi con insulti verso di me. E poi, c'è bisogno di censurare? Quando un commento è palesemente insensato, chi lo ha scritto si danneggia da solo... e io lo lascio fare ;)

Anyway, ok ignorante, che è una constatazione oggettiva, ma deficiente è un insulto che disapprovo. Se poi hai voglia di insultare l'anonimo, fallo in privato, non qui. Non mi piace che vengano insultati gratuitamente dei commentatori. Diverso discorso apostrofarlo con constatazioni, come ignorante (perché non sa ciò che dice... Gamberetta ripete solo cose conosciutissime all'estero da decenni -.-) e ridicolo (perché si è reso ridicolo per via della sua arroganza riguardo un tema in cui è ignorante). Ma gli insulti gratuiti, please, evitiamoli. Non scendiamo al suo livello ;)

Michele A. F. Greco ha detto...

Ah, dimenticavo: "cazzo non c'è niente da fare, gamberetta ha fatto scuola, e l'ha fatta malissimo, ha creato dei mentecatti che cercano ogni minimo cavillo pur di cercare di spalare merda su gente a cui non si avvicineranno mai nemmeno abbastanza da baciargli i piedi.
sinceramente, smettila con la critica "strutturale" che sei ridicolo" ---> "Un dilettante prima o poi riuscirà a scrivere una bella storia, ma il vero scrittore è quello per il quale la tecnica è diventata, come per un pianista, una seconda pelle": parole di John Gardner, non un signor nessuno. Westerfeld dovrebbe leccargli i piedi, non il contrario. Curioso invece che autori del calibro della Meyer e di Paolini non abbiano studiato tecniche narrative. Oh, dei grandi della narrativa di genere, non c'è che dire. Mark Twain e Stephen King (quest'ultimo autore di un manuale di scrittura, tra l'altro) dovrebbero inchinarsi, ma pure VanderMeer e Altieri. Scrivere seriamente richiede impegno, precisione, allenamento e studio, non è una cosa da fare a colpi di starnuti e risate. Il tuo non saper distinguere i cavilli dai grandi difetti di worldbuilding la dice tutta sulle tue grandi conoscenze. Che libri leggi? Supponendo che tu legga abitualmente, ovvio. Ho già un'idea di che nomi potresti tirar fuori dal cilindro, tanto per renderti più ridicolo/a.

Anonimo ha detto...

ahahaha ma quanti anni hai?12 "sono neutrale con gamberetta, abbiamo litigato ma abbiamo chiarito"? questo genere di stronzate mi ricorda le mie compagne delle medie, ma chissene fotte del rapporto tra te e gamberetta?
poi guarda che tu conoscessi le tecniche narrative prima di lei ci credo molto poco visto che i tuoi articoli sono completamente copiati dai suoi, e la cosa è ridicola.
secondo mai detto che gamberetta ha inventato lo sdt e mai detto che sia concettualmente sbagliato, ma come si vede da quella merda di libro che ha scritto lei, la sua applicazione scolastica non può fare altro che creare pile di merda fumante, per questo leggere commenti del tipo "alcune scene sono poco mostrate" mi fa venire in mente che anche tu sei un poveraccio che la pensa come lei, mentre l'autore di questo libro che fa il culo a te gamberetta e tutta la critica dei mentecatti ha giustamente deciso di non ammorbarci i coglioni mostrando ogni particolare di un cazzo di fottutissima porta.
scrivere libri, pubblicarli etc non darà le credenziali per diventare un critico credibile, ma sicuramente nemmeno scrivere queste puttanate e predicare il vangelo dello sdt assoluto. Vai a leggertelo stephen king anzichè citarlo accazzodicane, poi leggiti grisham, leggiti heinlein leggiti tutti i più grandi autori del mondo, e non sto parlando della meyer o di paolini, vedrai che tutti usano il raccontato e i fottutissimi avverbi. il punto non è "usa solo lo sdt" il punto è "usalo prevalentemente e nei momenti in cui serve" altrimenti scrivi merda come il Gambero frustrato e fai recensioni da mentecatto dove accusi di "mostrare poco".
i buchi nella trama ce citi sono forzati se continui a sforzarti così tanto ti verranno le emorroidi e diventerai tale e quale alla gambera, attento!

Michele A. F. Greco ha detto...

Guarda, sinceramente, io sto a perdere tempo con te? Sei infantile, ignorante, arrogante e maleducato. Tutti dati di fatto in quanto ignori l'argomento della discussione e pretendi lo stesso di avere ragione usando gli insulti gratuiti. Non meriti altra attenzione, vai a fare il buffone da un'altra parte.

Poi i manuali identici a quelli di Gsamberetta? Accusa ridicola! Le regole sempre quelle sono, non cambiano, quindi è ovvio che si possono dire sempre e solo le stesse cose. Cambia l'impostazione, in quanto io sono più schematico e sintetico, lei più discorsiva. A me interessa creare degli articoli facilmente capibili e utilizzabili, come uno schema. E le regole sono sempre le stesse in quanto provate, basate anche su prove scientifiche sperimentali.
E no, non sono d'accordo sul fatto che "Assault Fairies" sia "merda fumante", io lo trovo un buon romanzo. Ma sai qual è la cosa ridicola di tutto questo? È che tu sei più simile a lei di me. Di lei non mi piace l'aggressività che spesso rasenta la maleducazione nelle recensioni (ovviamente, sul suo blog è libera di usare il linguaggio che crede, semplicemente io non lo apprezzo). Tu sei ben peggio: maleducato e senza nessuna argomentazione a cui aggrapparti, a differenza sua. E per giunta non sai neppure scrivere in italiano corretto. Capisco gli errori di battitura, li fanno un po' tutti (pure io), ma te esageri. E questo, unito al linguaggio gretto da osteria, ti da la finezza culturale di un camionista ubriaco. Già ti immagino a ruttare e a grattarti le chiappe con le unghie dei piedi. Oh, però, in compenso sei molto snodato!
Infine, non ho mai detto che bisogna mostrare sempre e comunque. Anzi, ho detto che ci sono casi in cui è meglio raccontare, ed è una delle cose che ho criticato del romanzo di Gamberetta. Ma ripeto: non ho altro tempo da perdere con te. Se vuoi commentare ancora sei libero di farlo, ma da me non riceverai alcuna risposta completa, al massimo "sì, ok, certo. Hai ragione." Perché agli ignoranti come te si può solo dare ragione, dato che non sapete ragionare e discutere civilmente. Ma non sono disposto a tollerare altri insulti gratuiti, quindi non pubblicherò altri commenti di questo tenore.
Ora torna nella tua gabbietta a mangiucchiare banane. E non scordarti il cappello da buffone di corte ;)

Michele A. F. Greco ha detto...

*dà (mi scuso per gli errori di battitura) xD

Anonimo ha detto...

ma dai fai tanto il liberale e poi mi censuri l'ultimo intervento? proprio quando arriva il momento di smetterla di dire "maleducatohhh ignorantehhhh" come una ragazzina di 12 anni per stronzate e di argomentare? si vede proprio la tua pochezza, ora mi faccio un bel giro su questo blog per vedere le altre minchiate che hai scritto

Michele A. F. Greco ha detto...

Non sai leggere? " Ma non sono disposto a tollerare altri insulti gratuiti, quindi non pubblicherò altri commenti di questo tenore": ho scritto questo in un precedente intervento. Ma ora si spiega tutto: non sai leggere! Salutami la maestra d'asilo ;)

L'ultimissimo commento l'ho pubblicato, quello precedente no in quanto ripieno di insulti gratuiti anche pesanti. Impara a essere educato/a. Io in genere non censuro neppure in casi di insulti gratuiti, tant'è che i primi commenti te li ho pubblicati. Ma questa ossessiva ripetizione degli stessi schemi sta diventando un insulto all'intelligenza umana. La mia pazienza ha un limite...
Si dice "don't feed the troll", no ? Ecco, dato che è chiarissimo ormai che sei un Troll, da me non avrai più "cibo". Al prossimo commento maleducato, fine a se stesso, aggressivo, fuori luogo e fieramente ignorante ti bloccherò l'IP. Blog mio, regole mie. Possono non piacerti, puoi non condividerle, puoi criticarle aspramente (argomentando, magari), ma devi comunque accettarle. Se no sei invitato a premere la X in alto e a uscire dalla pagina. Non ho altro tempo da perdere con Troll inutili come te. Fatti una vita ;)

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