Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

giovedì 5 aprile 2012

I problemi dell'editoria (italiana e non solo) + segnalazione concorso

Vi segnalo questo interessante articolo del Duca. Purtroppo, sono d'accordo su quasi tutto. E sottolineo purtroppo perché lo scenario è molto inquietante,
Preciso però due cose su cui la penso diversamente dal Duca:

  1. Vengono pubblicati anche romanzi di qualità e anche senza nepotismo e/o raccomandazioni.
    La corruzione nell'editoria è tanta, inutile negarlo, ma il problema si pone ovunque in Italia, anche in settori completamente diversi.
    E inoltre la pubblicazione di ottimo romanzi come "Numero Sconosciuto" di Giulia Besa fa ben sperare. E attenzione: il suddetto romanzo è stato pubblicato con Einaudi, mica fuffa! E si tratta pure di un romanzo originale, non legato alle mode del momento e pure piuttosto crudo e violento, oltre che scritto davvero bene.
    Pure guardando ai romanzi tradotti, qualche stella della speranza si trova: la Newton Compton non ha forse tradotto "Vellum" di Hal Duncan? E la Fanucci non si è forse decisa a ristampare i romanzi di China Miéville? E si tratta di new weird, mica di banali high fantasy. 
  2. Il sistema può essere benissimo distrutto dall'interno. Come? Supponiamo che ci sia un romanzo X originale e interessante, scritto bene e corretto da un editor a pagamento bravo. E supponiamo pure che X abbia qualcosa di estremamente vendibile e commerciale, qualcosa che faccia discutere (ad esempio le tematiche trattate). Ecco, in virtù di quest'ultima cosa, le grandi case editrici potrebbero fiutare l'affare e pubblicare X.
    Vendendo molto, però, X educherebbe i lettori alla buona scrittura e diventerebbe un metro di paragone per altri romanzi. A questo punto i lettore potrebbero smascherare più facilmente i romanzi scritti male.
    Inoltre, i fan più accaniti dell'autore di X, seguendo i suoi consigli, inizierebbero a leggere anche altri libri scritti bene. Ed ecco che il sistema cadrebbe a pezzi.
    Insomma, un libro scritto bene può tranquillamente avere qualcosa, per esempio nelle tematiche, in grado di attirare i lettore e vendere. E dato che qualche buon romanzo viene pubblicato persino in Italia (non solo quello di Giulia Besa), la cosa è fattibile. Serve solo il giusto Cavallo di Troia: un romanzo originale e scritto bene, ma anche vendibile e con qualcosa in grado di far discutere. Magari il primo di una serie, in modo da avere più pietre di paragone. E magari scritto da un autore in grado di dare consigli sia su cosa leggere sia su come scrivere.
Per il resto, concordo col Duca. 


Detto ciò, vi segnalo questo concorso letterario.
Io purtroppo non posso partecipare: già devo completare "LACS-1:LSDM" e prepararmi per gli esami di maturità, non ho tempo per altro.
Però sembra un concorso interessante!

13 commenti:

Drizzt ha detto...

Da quello che ho avuto modo di leggere, credo proprio che quel cavallo di Troia possa essere il tuo romanzo ;)

Michele A. F. Greco ha detto...

La mia scarsa autostima non mi permette di dirmi d'accordo con te xD
Però è vero che, a livello tematico, il mio romanzo è strutturato per andare in quella direzione. Poi non so, vedremo come andrà a finire... non dipende solo da me. E già tendo a fidarmi poco di me stesso, figuriamoci degli altri xD Vedremo...

Md2 ha detto...

"Pure guardando ai romanzi tradotti, qualche stella della speranza si trova: la Newton Compton non ha forse tradotto "Vellum" di Hal Duncan?"

Sì ma, a meno che non sia rimasta particolarmente indietro, viste le scarse vendite la seconda parte, Ink, non è stata mai tradotta XD

Non credo che nel ragionamento del Duca il cavallo di Troia possa esistere: per il semplice fatto che il 'pubblico bue' non recepirebbe lo stile o la particolare raffinatezza della trama, ma solamente gli elementi 'di consumo' anche del miglior romanzo. Di conseguenza, i suoi gusti sarebbero orientati solo tematicamente e non educati. Del tuo romanzo la cosa che verrebbe certamente recepita dai più non sarebbe certo la stratificazione di significati.
Non è che voglio fare l'elitista; tutti siamo commerciali in un qualche aspetto della nostra vita, magari c'è gente che legge con gli stessi scopi e lo stesso impegno che le occorrerebbe per una serata fuori.

P.S. Grazie per la segnalazione del concorso. Sono una capra, ma credo comunque che parteciperò con un racconto che scrissi ai tempi del liceo :)

Saluti,

Das

Michele A. F. Greco ha detto...

Già, ma leggendo un romanzo scritto bene, si avrebbe una pietra di paragone. Inoltre i fan più accaniti di quello scrittore potrebbero seguire il suo blog e anche i suoi consigli letterari, e quindi leggere altri romanzi scritti bene.

Riguardo al mio romanzo, non credo. I significati più complessi non verrebbero recepiti, ma la forza commerciale sta in quelli più evidenti. Accadde lo stesso col "Codice da Vinci": tematiche scottanti ---> scandalo ---> pubblicità gratuita ---> vendite.
L'importante è far parlare di sé, è questo dà il potere commerciale. Il mio romanzo potrebbe essere candidato al rogo ad opera di certa stampa di destra e/o cattolica, specie per via delle parti più apertamente anticattoliche e di critica alle religioni (se non anche blasfeme e profanatrici).
E anche qualcuna delle tematiche più nascoste potrebbe avere lo stesso effetto. Ultimamente vanno di moda argomenti come gli illuminati o l'NWO... ma poi, come ho detto, non saprei. Ho troppa poca fiducia in me stesso per pensare che il mio romanzo possa fare un boom di vendite ed essere quel cavallo di Troia, ma oggettivamente ha le carte in regola. Il problema è che non mi fido di me stesso! Potrei auto-sabotarmi, conoscendomi xD Vedremo...

Riguardo a Vellum, hai ragione. Ma se Miéville è stato finalmente ristampato, un motivo ci sarà. E "Numero Sconosciuto" di Giulia Besa mi pare abbia venduto un bel po', per essere un romanzo d'esordio. Insomma, non perdiamo le speranze.

Md2 ha detto...

"Inoltre i fan più accaniti di quello scrittore potrebbero seguire il suo blog e anche i suoi consigli letterari, e quindi leggere altri romanzi scritti bene"
All'importanza di questo aspetto non avevo pensato; grazie per averlo sottolineato. In effetti, è una delle cose che meglio permettono di trovare nuove cosette carine. Però non allarga la base informata, che è quello che servirebbe per dare respiro ad un'editoria impegnata; aumenta solo la circolazione all'interno dei soliti ambienti 'di nicchia'.

Auto-sabotarti xD? Non azzardarti a tirarti indietro, eh! Ho la certezza che te l'avranno detto in mille ma non so quanto sia il caso di farsi prendere dalle paturnie proprio ora, che quelli (editori ed altri esponenti del mercato 'ufficiale'), stando a quanto mi è sembrato di capire, sono in grado di fiutare la paura come i lupi!
Io ormai lo voglio vedere pubblicato, questo romanzo =_= sono curiosa, anche solo per l'attesa che hai montato su questo blog. Poi va be', diventare (positivamente) mainstream al primo colpo non è facile, ma non si sa mai. Comunque vada, almeno potremo scriverti dei post-commenti-recensioni moooolto lunghi XD
(Sì, lo so, questo non ti consola).

Das

Michele A. F. Greco ha detto...

Riguardo all'auto-sabotarmi... be', è perché soffro di atiquifobia (o amartofobia che dir si voglia). Nel mio caso mi capita spesso di auto-sabotarmi. Ad esempio, in teoria mi manca un mese scarso per finire il romanzo (+ i mesi per le varie revisioni), ma questo mese lo procrastino da un bel po' perché, davanti alla pagina bianca, non riesco a concentrarmi. È un meccanismo inconscio di auto-sabotaggio provocato da quella fobia, che poi non è l'unica che ho (sono anche autofobico).
Però mi sto sforzando per riuscire a terminare il romanzo entro metà maggio, così che, durante il periodo di riposo prima della Grande Revisione, io possa studiare come un matto per gli esami di maturità. E stavolta penso proprio di riuscirci :D Il finale è vicino!
Ovviamente sto andando da uno psicoterapeuta per questi problemi... non amo parlare di solito, ma sono un po' pignolo e quindi ho preferito vuotare il sacco xD

Md2 ha detto...

Mi dispiace D: capisco allora che il mio discorsino motivazionale era totalmente fuori luogo, e mi scuso. Ti assicuro che è un problema che - almeno on the net - non traspare: sarà che sei molto consapevole di quello che fai, quando scrivi, e perciò appari automaticamente sicuro di te (almeno dal punto di vista delle capre come me). Penso che comunque tu abbia fatto bene a prendere la cosa di petto. Hai avuto un bel coraggio. Non credo che per uno scrittore esista qualcosa di più pericoloso (tranne il non saper scrivere: ma questo è un problema che sicuramente non hai, perciò...). Poi immagino che la maturità non aiuti per il fattore stress. Io mi ricordo che studiavo anche di notte e, quando non studiavo, sognavo di studiare o di parlare con Petronio. Orribile. Però lui era un tipo simpatico.
E alla fine l'esame è meno traumatico di quanto non si pensi.
Beh, allora buona giornata, scusa ancora per le ingerenze, e in bocca al lupo per tutto!

Das

Michele A. F. Greco ha detto...

Non hai motivo di scusarti, stai tranquilla :)

ATNO ha detto...

Non ho letto il post del Duca, - troppo lungo xD - ma sostanzialmente sono d'accordo su quello che dici. D'altra parte, io ho letto romanzi interessanti nell'ambito del Fantasy, come il da-me-già-citato La Guerra Degli Elfi (che, a dispetto del nome, non è un High Fantasy)oppure Gens Arcana (italiano, peraltro), che hanno anche venduto parecchio. Un romanzo scritto bene, che magari segua le mode, ma sappia anche essere originale, potrebbe avere l'effetto di cui tu parli.
Per quanto riguarda il tuo romanzo, hai già pensato a quale casa editrice rivolgerti? :)

ATNO ha detto...

P.S. Grazie per aver segnalato il concorso. Sembra MOOOOLTO interessante. :)

Michele A. F. Greco ha detto...

Le Grandi Case Editrici difficilmente considerano gli autori emergenti. E d'altra parte volare basso non ha senso in questi casi.
Manderò il mio romanzo a un agente letterario, probabilmente a Santachiara (rappresenta Lara Manni). Se con lui non andasse bene, proverò con un altro.
Attualmente è difficilissimo essere pubblicanti senza un agente.
Comunque, mi piacerebbe essere pubblicato o dall'Einaudi o dalla Newton Compton o dalla Fazi. Mi interessa soprattutto la prima perché ha pubblicato "Numero Sconosciuto" di Giulia senza censure (ha delle parti molto crude).
Sì, lo so che punto in alto, ma come ho detto volare basso non ha senso perché con le piccole case editrici non si va da nessuna parte.
In compenso la Mondadori non rientra nei miei sogni. Ma proprio per niente! Considera il fantasy tutto per ragazzini e probabilmente censurerebbe le parti più crude del mio romanzo.

P.S. di nulla ^_^

ATNO ha detto...

Vabbè, fai bene. Prova a fare così. poi vedi come va. Scusa la mia ignoranza, ma esattamente qual è il ruolo di un agente letterario? E supponga tu debba pagarlo.

Michele A. F. Greco ha detto...

Il loro ruolo è di rappresentanza.
Se invii il tuo romanzo a una casa editrice, questa ti risponderà dopo mesi e mesi e mesi (...), spesso dando una lettura superficiale al manoscritto. Invece, quando a proporre un romanzo è un agente, la risposta arriva molto più in fretta ed è più facile che sia positiva. Anche perché l'agente contatta tante case editrici, tutte quelle con cui ha contatti. È una vera e propria asta in cui vince chi fa l'offerta editoriale più alta.
Certo, ovviamente questo accade con gli agenti più rinomati. Degli agenti letterari poco importanti è inutile pure parlarne, a quel punto tanto vale mandare il manoscritto direttamente alle case editrici.

Gli agenti onesti si fanno pagare in anticipo solo la valutazione del romanzo, ma non la rappresentanza. Per quest'ultima prendono una percentuale sui diritti d'autore, e quindi sulle vendite.
Certo, un autore esordiente deve per forza passare dalla valutazione, e quindi sborsare qualcosina prima, perché se no non ti calcolano neppure i grandi agenti. E la valutazione costa un bel po', motivo per cui conviene iniziare a raccogliere i soldi mesi prima di mandare il manoscritto.

C'è da dire, comunque, che essere accettati da un grande agente è molto difficile. Io farò uno o due tentativi, giusto per non avere rimpianti. Anche perché mi pare che Santachiara possa essere contattato anche per la sola rappresentanza, senza pagare per la scheda di valutazione. Appena avrò modo di sentire Lara Manni le chiederò delucidazioni in merito.
E poi vorrei provare anche con Nicolazzini, che si fa pagare la valutazione, ma è il Guru degli agenti e quindi vale la pena tentare. Se andrà male, contatterò direttamente delle case editrici (Einaudi, Fazi e Newton Compton in primis).

Posta un commento

Post più recente » « Post più vecchio