Dolendo novit mortalis vitam


Dolendo discit mori mortalis

domenica 14 agosto 2011

I migliori autori fantasy

In questo post voglio stilare la mia classifica dei migliori scrittori che si sono occupati di fantasy, citando anche le opere più interessanti.
Non ho utilizzato rigidi criteri storico-letterari, quindi l'influenza avuta nel genere non mi interessa. E inoltre è chiaro che questa classifica è sia oggettiva sia soggettiva, in percentuali variabili a seconda dei casi. Se ne deduce che i parametri utilizzati sono le tecniche narrative in tutte le loro applicazioni (stile, sceneggiatura e struttura, personaggi...), l'originalità, la fantasia e i miei gusti personali.
Per quanto riguarda i parametri tecnici, faccio riferimento alla Scuola Neoaristotelica di Chicago, quindi considero la narrativa come una forma di retorica basata sull'immersione, l'immedesimazione e la catarsi, con tutte le conseguenze del caso. Per quanto riguarda i parametri relativi all'originalità e alla fantasia, faccio riferimento alle evoluzioni e ai sottogeneri del fantasy, nonché al considerare la buona narrativa fantastica come dipendente da un certo livello di fantasia (e quindi di originalità).

Vi pregherei di evitare polemiche su cosa sia o non sia il fantasy: ne ho già parlato. Fantasy = storie con uno o più elementi fantastici/soprannaturali (spesso, ma non sempre, la magia) non spiegati scientificamente, importanti per la trama e senza lo scopo primario di generare paura. Se gli elementi fantastici non sono importanti per la trama, non si tratta una storia appartenente alla letteratura fantastica. Inoltre, gli elementi fantastici devono esserlo palesemente, quindi sono esclusi i sogni, le allucinazioni e i testi sacri.
Prendiamo, ad esempio, Il Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde: c'è un elemento fantastico (il ritratto), non è spiegato in modo scientifico o pseudo-tale ed è importante per la trama. Però, considerando il contesto storico-letterario, credo sia più corretto parlare di "proto-fantasy" o "fantasy ante litteram". Stesso discorso per un altro famoso fantasy ante litteram: Un Americano alla Corte di Re Artù di Mark Twain.

Ho deciso di escludere dalla classifica anche il realismo magico (Murakami, Allende...): lo apprezzo molto, ma la vicinanza d'intenti con certa Literary Fiction lo rende di difficile valutazione. Ok, anche certi romanzi di altri sottogeneri del fantasy sono vicini alla LF, ma si tratta di singoli casi specifici.
Per quanto riguardala Bizarro fiction, valuterò caso per caso: talvolta è fantasy, talvolta è horror e talvolta (più spesso) è fantascienza.


Infine, devo precisare la triste realtà: molti degli autori sotto elencati eccellono per fantasia e originalità, ma in pochi scrivono davvero bene.
  1. Carlton Mellick III La Vagina Infestata, Il Villaggio delle Sirene, Apocalisse PelucheThe Baby Jesus Butt PlugThe Egg Man
  2. Mykle Hansen Rampaging Fuckers of Everything on the Crazy Shitting Planet of the Vomit Atmosphere 
  3. Alan Campbell - Saga di Deepgate e The Gravedigger Chronicles
  4. Michael Swanwick - La Figlia del Drago di Ferro e I Draghi di Babele
  5. Jeff VanderMeer Ciclo di Ambegris
  6. Stephen King Saga della Torre NeraIl Talismano La Casa del Buio
  7. Steph Swainston The Castle Omnibus
  8. Mary Gentle - Ash: Una Storia Segreta Ciclo del Corvo Bianco
  9. Philip Pullman Queste Oscure Materie
  10. Ekaterina Sedia - L'Alchimista - Il Destino dei Gargoyle e Heart of Iron
  11. C. S. Friedman Trilogia del Sole Nero
  12. Bernardo Cicchetti Lo Specchio di Atlante (versione aggiornata di Vaporteppa, 2015)
  13. Chuck Palahniuk Dannazione e Sventura
  14. Giulia Besa - Numero Sconosciuto e La Gatta degli Haiku
  15. Clive Barker - Saga di AbaratBook of The Art e Imagica
  16. China Miéville - Trilogia del Bas-Lag
  17. Hal Duncan Cronache Perdute dal Mondo dei Diavoli: Vellum
  18. Federico Russo - Blestemat
  19. Terry Pratchett Ciclo del Mondo Disco
  20. Alain Damasio - L'Orda del Vento
  21. George R. R. Martin Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco
  22. Neil Gaiman Stardust American Gods
  23. Valerio Evangelisti Ciclo di Eymerich l'Inquisitore
  24. Alan D. Altieri Trilogia di Magdeburg
  25. Athena Villaverde - Starfish Girl e Clockwork Girl
  26. Livio Gambarini - Eternal War: Gli Eserciti dei Santi
  27. Brandon Sanderson - Mistborn: La Legge delle Lande
  28. Francesco Dimitri - Pan
  29. Lian Hearn - La Leggenda di Otori
  30. Felix Gilman The Half-Made World
  31. Jonathan Stroud Trilogia di Bartimeus
  32. Orson Scott Card - Ciclo di Alvin Maker 
  33. Steven Erikson Saga di Malazan
  34. Tim Powers - Le Porte di Anubis e Il Re Pescatore
  35. Luca Tarenzi Il Sentiero di Legno e Sangue
  36. Kevin L. Donihe House of Houses e Washer Mouth
  37. Cameron Pierce Ass Goblins of Auschwitz
  38. Anne Rice - Cronache dei VampiriSaga delle Streghe di Mayfair
  39. Paul Di Filippo Un Anno nella Città Lineare
  40. Michael Moorcock - Saga di Gloriana e Saga di Elric di Melniboné
  41. Michael Scott Rohan L'inverno del Mondo e I Mondi Incrociati 
  42. Robin Hobb - Saga dei Sei Ducati
  43. Cecilia Randall - Gens Arcana
  44. Marina Lo Castro & Fabrizio Cadili: Memorie degli Euritmi: Caesar
  45. Lara Manni - Esbat
  46. Rick Riordan Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo
  47. Francesco Barbi - L'Acchiapparatti

Tolkien, Howard, Lewis, Brooks e Goodkind mancano perché li trovo molto sopravvalutati. Ciò vale soprattutto per Brooks e Lewis, meno per Tolkien. Parlando di quest'ultimo, ammetto di avere grosse difficoltà nel valutarlo oggettivamente perché, de facto le sue opere appartengono più alla Literary Fiction che alla Narrativa di Genere. Ciò, però, non giustifica l'aver deliberatamente ignorato le innovazioni portate dai Grandi Autori del secondo Ottocento e del primo Novecento, nonché le riflessione contenute nella Poetica di Aristotele. Inoltre, credo che il pensiero luddista sia un ostacolo alle potenzialità del fantasy e che gli obiettivi di Tolkien siano stati sviluppati pienamente da Michael Swanwick ne La Figlia del Drago di Ferro.
Robert Jordan manca perché devo approfondirlo meglio, ma ho letto i primi due libri della sua saga e non mi sono affatto piaciuti. Appena avrò tempo, gli darò un'altra possibilità.
Joe Abercrombie è in wishlist, ma da ciò che ho letto in giro le sue opere mi sembrano la solita minestra riscaldata. Però potrebbero esserci elementi strutturali interessanti, per cui gli darò una possibilità.
Lewis Carrol manca perché le sue opere, dal punto di vista dello stile, non sono romanzi tout court. Però ci tengo a sottolineare che lo amo. Ci vorrebbe più Alice nel Paese delle Meraviglie e meno Signore degli Anelli nel background degli attuali scrittori fantasy. 
Michale Ende manca perché non l'ho ancora letto e non credo lo farò tanto presto: ho visto i film de La Storia Infinita e li ho trovati ricchi di "sense of wonder", ma attualmente preferisco esplorare altri generi letterari.
Mervyn Peake non è granché da un punto di vista tecnico-stilistico, ma la sua Trilogia di Gormenghast dovrebbe far parte del background di tutti gli autori fantasy. Non l'ho inserito in classifica solo perché, non avendo utilizzato rigidi criteri storico-letterari, sarebbe stato impossibile decontestualizzarlo.
Ursula K. Le Guin stilisticamente è indecente e contenutisticamente è banale, per lo meno in ambito fantasy. In ambito fantascientifico, invece, ha tirato fuori idee notevoli.
H. P. Lovecraft manca perché tende più all'horror e alla fantascienza che al fantasy, pur essendo un pilastro anche di quest'ultimo. Inoltre, se da un lato aveva una fantasia invidiabile, dall'altro aveva pesanti carenze tecniche.
Ana María Matute non mi piace. 

49 commenti:

Mr. Giobblin ha detto...

Ehilà! Ti faccio i complimenti per il blog (e per i gusti letterari, è raro trovare altri estimatori di Swanwick o Powers!), metto subito in bella vista il link nel mio! Passa a leggere e commentare quando vuoi, io di sicuro terrò d'occhio i tuoi articoli! :) Continua così!

Michele A. F. Greco ha detto...

Grazie mille ^_^
Comunque, anch'io tengo d'occhio i tuoi ;)

J.C.Wish ha detto...

Tra tutti quelli che hai nominato il mio preferito in assoluto è J. Stroud, con la sua magnifica trilogia di Bartimeus... lo adoro!

Sto cercando di procurarmi il ciclo di Ambegris cmq e spero di leggerlo presto, mi incuriosisce.

Per il resto, questa è la tua classifica e nulla da dire. Sulla postilla finale tengo la bocca serrata, altrimenti rientro di sicuro nella categoria troll pro-Tolkien e cloni XD

Con simpatia, J.C.Wish

Michele A. F. Greco ha detto...

ahahah tranquillo xD è che ho già partecipato a troppi flame in merito, quindi preferirei evitare di litigare per motivi futili. Purtroppo Tolkien è un argomento ben più scottante dei rpeti pedofili o.O

Il Ciclo di Ambegris io l'ho amato. L'ho letto in inglese. Mia cugina è laureata in lingue e, dato che ama il fantasy pure lei, i romanzi in inglese li leggiamo assieme e quello che non capisco me lo traduce lei.
Il linguaggio di VanderMeer non è molto complicato comunque. Io non conosco il tuo livello in inglese, ma non credo dovresti avere grandi problemi. Se no puoi aspettare qualche mese, dato che mi pare dovrebbe uscire tra un po' la traduzione italiana del primo romanzo (Veniss Underground).

J.C.Wish ha detto...

Elamadona! XD

Uhm, benissimo, allora me lo becco subito appena esce! Sai chi non sono riuscito a leggere, invece? Erikson! Devo dargli una seconda possibilità però, perché ne parlano tutti benissimo e deve esserci un motivo dietro il suo successo...

Michele A. F. Greco ha detto...

Le prime 200 pagine del primo romanzo sono pesantissime, hai ragione. Però dopo diventa molto più scorrevole e facile da leggere, nonché appassionante. Qualcuno denunci l'editor che ha pubblicato "I Giardini della Luna" con quelle pagine: andavano modificate radicalmente.

Anonimo ha detto...

Wo, incredibile, per vent'anni ho spremuto gran parte del mio tempo libero sul genere, e di questa lista conosco solo otto autori...
Grazie :D

P.S. Lo conosci Hal Duncan?

Das

Michele A. F. Greco ha detto...

No, ma grazie a te mi sono informato su internet. Sembra davvero molto interessante! Vedrò di procurarmelo ;)

Anonimo ha detto...

Bene. Credo che non te ne pentirai, specialmente se ti piace lo sperimentale. Il suo blog, inoltre, é una miniera di interessanti riflessioni letterarie. Mi piacciono gli autori che prendono il fantasy sul serio, senza paura di essere considerati pretenziosi.
Se riesci a trovare i suoi libri - Vellum e, specialmente, Ink (solo il primo tradotto in italiano, come é ovvio - Duncan é un autore troppo insolito per avere anche solo un'ombra di successo o diffusione qui da noi), facci sapere cosa ne pensi :D

Ciao,
Das

P.S. I Post Scriptum della Vergogna. Non riesco a trattenermi, quella del suggerimento compulsivo é una vera e propria malattia, perciò abbi pietà e pazienza. Conosci Murakami (Kafka sulla spiaggia e l'Uccello che girava le viti del mondo) e Ian Banks (Transition)? Il primo é il fratello maggiore letterario di Neil Gaiman. Il secondo é... be', Ian Banks.

Michele A. F. Greco ha detto...

ahahah tranquillo, ogni suggerimento è ben accetto ;)
Conosco solo Murakami. Ho "Kafka sulla Spiaggia", ma non l'ho ancora letto. Ian Banks non lo conosco. Vedrò di colmare questa lacuna ;)

Comunque sì, mi piacciono gli autori che sperimentano. Da quello che sto leggendo su internet, non è tanto distante dal mio fantasy. Spero che lo stile sia adeguato. Vedremo...

ATNO ha detto...

Di questi ho letto solo Jonathan Stroud, ma La Valle Degli Eroi, che mi è piaciuto molto. Ho in programma di leggere la saga di Bartimeus, ma credo in un futuro non troppo prossimo; voglio prendermi un po' di pausa dal Fantasy :) Ah, non so se hai mai letto Herbie Brennan. Scorrevole e divertente.

Michele A. F. Greco ha detto...

Herbie Brennan lo conosco di nome, ma non l'ho mai letto xD

ATNO ha detto...

Dovresti. Io ho letto la saga de La guerra degli Elfi, ma ha scritto anche dei librogames, che dicono siano molto belli. Tra l'altro, su Wikipedia si legge:"Adesso è uno scrittore a tempo pieno con interessi nel campo della psicologia, della spiritualità, della religione comparata, della reincarnazione, dell’esoterismo, della fisica e del paranormale." Potrebbe interessarti, no? ;)

Anonimo ha detto...

Susanna clarke: Jonathan Strange & il signor Norrell.
Murgen

Michele A. F. Greco ha detto...

Murgen, grazie per il consiglio! Me lo procurerò ;)

Mario ha detto...

Ma come fai a non inserire Jordan? Sebbene il primo libro possa somigliare sotto molti aspetti al Signore degli Anelli poi nei successivi se ne distacca completamente... una trama profonda e curata in ogni minimo dettaglio, personaggi dipinti perfettamente... in più in alcune digressioni sembra di leggere un vero e proprio (coerentissimo) trattato filosofico.

Ci tengo a precisare che per il resto sono assolutamente d'accordo: di Tolkien non sono riuscito ad andare oltre le 400 pagine per quanto era scritto male, Paolini è il più grande ammasso di clichè mai esistito e Goodkind è perennemente uguale a se stesso... semplicemente ritengo che su Jordan dovresti andare oltre i pregiudizi! :)

Michele A. F. Greco ha detto...

Be', in primis è tutto il fantasy classico a non piacermi, e poi la saga di Jordan mi sembra alquanto annacquata e allungata. Inoltre non mi convince pienamente da un punto di vista tecnico-stilistico. Io ho letto i primi tre libri, può darsi che i successivi siano migliori, ma per adesso ho romanzi più interessanti in wishlist. Magari più in là potrei dargli una seconda opportunità ;)

simone ha detto...

Sottoscrivo quanto esposto da Mario. A me il SdA è piaciuto molto di più alle letture successive che non la prima volta (a 16 anni). Lo avrò letto almeno una mezza dozzina di volte e chiaramente può risultare quantomeno ingenuo, ma siamo a 60 anni dalla sua pubblicazione. Ma su Jordan il discorso è completamente all'opposto: può piacere o meno, determinati passaggi possono anche essere noiosi, ma regge con coerenza assoluta una saga maestosa, nella quale le sottotrame non sono lì per riempire pagine, ma danno alla fantasia lo spessore della realtà. Tra l'altro sarebbe stato meglio per Jordan chiudere più rapidamente la saga e godersi la gloria da vivo, invece che affidarne la conclusione al giovane Sanderson. Dagliela questa seconda opportunità, perchè se la merita davvero.

Spino ha detto...

Ciao, prendo appunti dalla tua lista ma sarei curioso di sapere cosa ne pensi di autori come David Gemmell, Trudi Canavan, Stephen Lawhead, Guy Gavriel Kay, David Eddings e Brandon Sanderson.

Di fatto rientrano nel faldone fantasy ma non nella tua lista :D

M. G. Prometheus ha detto...

Simone, il problema non è che siamo a sessant'anni dalla sua pubblicazione.ò Se ci fai caso nella mia classifica c'è Twain, che è precedente eppure scriveva meglio. Riguardo a Jordan, vedremo ;)
Spino, come ho già detto non apprezzo il fantasy classico. Gemmel ed Eddings li conosco e non mi piacciono. Sanderson lo conosco pure: non è male, ma neppure bene. Ma ho letto solo un libro suo e un bel po' di tempo fa, magari rileggendolo avrò un'impressione più netta (in positivo o in negativo). Ma passerà un bel po' di tempo perché attualmente ho la wishlist lunghissima e mi sto occupando per lo più di fantasy sperimentale.

Anonimo ha detto...

Beh, finchè esiste la libertà di parola ognuno può dire ciò che vuole. Pensa che io che adoro King ho sempre pensato che il fantasy non fosse proprio il suo genere (3000 pagine bellissime di Torre nera e un finale di m...) e che Tolkien fosse il padre di tutti i padri :) Anche Gemmel ti fa schifo? Del resto uno che mette in graduatoria fantasy Oscar Wilde ha delle idee particolari sui generi letterari

P.S. Hai dimenticato Delitto e Castigo: c'è un tale che si immagina di voler confessare il suo misfatto alla polizia e alla fine lo fa

M. G. Prometheus ha detto...

Fantasy = storie con uno o più elementi fantastici/soprannaturali non spiegati scientificamente e importanti per la trama.
"Il Ritratto di Dorian Grey" ha un elemento fantastico (il ritratto, of course) non spiegato scientificamente e importante la trama. Ergo è fantasy.
Immaginare di fare qualcosa non è un elemento fantastico, per cui la tua provocazione non regge. Senza contare che gli elementi fantastici devono essere importanti per la trama, se no non siamo neppure nel campo della letteratura fantastica.

Gemmel non mi piace neppure. Ripeto: ho pochissima stima per il fantasy "classico", che reputo sciatto e banale.

Anonimo ha detto...

Ma la classifica è in ordine di preferenza?
No, cioè, Moorcock dopo Altieri e Dimitri?

Ma per favore...

M. G. Prometheus ha detto...

Altieri scrive molto meglio di Moorcock. Parlo chiaramente a livello tecnico-stilistico, quindi oggettivo. Stesso discorso per il Dimitri di Pan (quello che è ha scritto Alice nel Paese della Vaporità per me è un altro Dimitri, uno decisamente più scarso).

Detto ciò, mi hai chiesto se la classifica sia in ordine di preferenza. L'uso del verbo "preferire", però, dà al discorso una sfumatura soggettiva. In questo contesto il tuo "ma per favore" risulta fuori luogo in quanto relativo ai tuoi gusti, ma non hai miei. De gustibus... :)
E comunque la classifica è in parte oggettiva (quindi basata sulle tecniche narrative) e in parte soggettiva (quindi basata sui miei gusti). Esempio: oggettivamente Mellick III scrive meglio di VanderMeer, soggettivamente preferisco il New Weird alla Bizarro Fiction.

Anonimo ha detto...

Ma Gene Wolfe??? Vance?? Ashton Smith?? Manca l'ABC e c'è gente improponibile.. No, Dimitri è pessimo, oggettivamente! Non so quale sia il tuo ideale di oggettivo e di che apparato critico tu disponga, ma non ci siamo. E non è questione di "gusti", è questione di "conoscenza" ell'argomento scrittura e filologia del discorso. Se poi, vuoi correggerti e dire che tu lo preferisci allora nulla da dire, ma oggettivametne meglio no.. :D
Una sola cosina: ma che senso ha costruire una casa dal tetto????? Rinnegare la fantasy classica, benchè sia una scelta lecita, non ha però alcun senso! Vedo che sei giovane, se fossi nato, poniamo, nel 1980, due terzi della tua classfica NON potrebbe esser fatta! E' lecita perchè sono giudizi tuoi, però non è ontologicamente corretto stilare una classifica fatta solo con materiale quasi tutto scritto negli ultimi 20 anni o giù di lì!! Sarebbe come farne una horror e infilarci SOLO (il pessimo) King!!
Saluti! :)
Lord Dunsany

M. G. Prometheus ha detto...

Dimitri in realtà è bravo. Oggettivamente bravo, specialmente nel costruire i dialoghi. Parlo del Dimitri di Pan. Alice nel Paese della Vaporità è, purtroppo, un altro discorso.

Sì, è se questa classifica fosse stata fatta a fine '800 ci sarebbero stati solo Wilde e Twain. Peccato che questa classifica è stata fatta nel 2012, quindi il discorso cambia radicalmente. Attualmente un Mellick III vale mille volte di più di un Vance.
Il tuo ragionamento mi sembra insensato. Per me i migliori autori fantasy sono questi. Punto. Ci sono stati altri prima? Amen, evidentemente per me non meritano abbastanza. Inoltre è chiaro che si tratta di una classifica personale, e io ABORRO il fantasy classico.
Per me l'ABC non è e non sarà mai il fantasy classico. Anzi, andrebbe proprio cancellato dal bagaglio culturale dei futuri autori fantasy in quanto totalmente dannoso. Dici che in realtà è l'ABC per molti? Ok, il punto è che per me non dovrebbe essere così. Per me l'ABC dovrebbe essere costituito da Alice nel Paese delle Meraviglie, Un Americano alla Corte di Re Artù, Il Ritratto di Dorian Grey, i racconti di Lovecraft. E in ogni caso ho già detto che questa classifica NON è una classifica storica. Non me ne frega nulla dell'influenza sul genere o dell'importanza storica. A me importa la bravura, sia tecnico-stilistica che contenutistica (e quindi fantasia e originalità). E inoltre siamo nel 2012, non nel 1956. Per fortuna il fantasy si è evoluto, così come la narrativa in generale. Gli autori contemporanei hanno raggiunto livelli più alti di quelli passati, ma allo stesso modo per cui i matematici moderni sono più avanti rispetto a Pitagora.

Wolfe non lo conosco, mi informerò. Riguardo agli altri due, stendiamo un velo pietoso.

Eris ha detto...

Miky, sappi che ti amo. Quoto tutto ciò che hai scritto. Se tu fossi etero, ti avrei già scopato selvaggiamente per le tue risposte. <3

Drizzt ha detto...

Oh my, non hai messo Omero. Come hai potuto? Screanzato! *trollface* ajajajajajaja certi commenti mi fanno rotolare dalle risate =)

Anonimo ha detto...

Io rispetto la tua opinione, dal momento che mi sembri una persona molto intelligente. Io ho letto un paio di libri di King, di Campbell e i piu bei libri di twain( le avventure di tom sawier/ huckleberry finn), ma mi dissicio completamente da l'opinione su Tolkien. Tutti quello che dicono che scrive male, dovrebbero prendersi i testicoli, tagliarseli e ficcarseli in bocca ondevitare di dire altre cazzate :D. Che a uno Tolkien non piaccia va bene ma che si dica che scriva male MAI! Lui il fantasy l'ha tutt'altro che ucciso, anzi lo ha trasformato da favole per bambini a racconti con una morale piu articolata e profonda adatta anche agli adulti.

M. G. Prometheus ha detto...

Rispetto anche io la tua opinione, ma non la condivido.
Francamente tutta questa diatriba su Tolkien mi ha annoiato e stancato, non ne posso più di parlarne. Ti rimando all'opinione di Gamberetta, dato che questo è uno dei rarissimi casi in cui io e lei concordiamo su qualcosa. xD

Anonimo ha detto...

Vabbe, non mettere Tolkien è tutto tranne che oggettività (sempre che se ne possa parlare serenamente in questo campo, risparmiatemi la ramanzina sulle tecniche stilistiche). Ho letto pure un commento che sentenziava laconicamente che il buon vecchio J. R. R. ''scrive male''. Capisco che secondo una certa tecnica, può non essere accettabile, ma non dite, per favore, non dite che oggettivamente Tolkien è banale, noioso, cattolico, sporco, brutto, cattivo e chi più ne ha più ne metta. Se invece onestamente ammetteste che non vi piace il suo stile posso capirvi, che le sue storie non rispondono ai vostri gusti, sarebbe più onesto. Tolkien oltre ad essere praticamente il padre del romanzo fantasy moderno insieme a Lewis, era anche professore di letteratura e lingua inglese a Oxford, quindi prima di buttarlo nel cesso e giudicarlo un vecchio zoticone, pensate che è un uomo che poteva insegnare non soltanto a scrivere, ma (con tutti i suoi difetti) a campare ad ognuno di noi con qualche riga del suo Silmarillion o del suo The Lord of the rings. Questa è la mia personale, soggettiva e parziale opinione sulla ingiustificata mancanza di Tolkien in questa classifica. Per il resto sono d'accordo per l'inserimento di alcuni grandi autori come Martin, Wilde e King.

M. G. Prometheus ha detto...

Le tecniche narrative sono sostenute da ricerche neuroscientifiche, non sono opinabili. Non solo Tolkien le ignora, pur essendo già conosciute ai suoi tempi, ma scrive in modo totalmente contrario a ogni principio e scopo della narrativa. Scriveva male, punto. Poi possiamo tentare di giustificarlo dicendo che la sua non sia narrativa, ma anche per i canoni della literary fiction non è 'sto granché.
Tolkien è il padre solo ed esclusivamente del fantasy classico (high/epic, s&s, low medievalggiante, heroic) assieme a Lewis e Howard. Peccato che il fantasy abbia più di trenta sottogeneri e che quasi tutti non abbiano nulla che spartire con Tolkien. Anzi, alcuni sottogeneri sono nati persino prima di lui. Ad esempio, i progenitori del Dark fantasy sono Stoker e Lovecraft, quello del Realismo magico è Wilde, quelli del New Weird e della Bizarro fiction sono Carroll, Kafka, Peake e Lovecraft. Quest'ultimo ha influenzato anche il Science fantasy e parte dello Urban (generi nati anche grazie a Twain), quindi direi che è stato persino più influente di Tolkien.
Il world-building di Tolkien è ingenuo, infantile e masturbatorio. Ingenuo e infantile perché troppo semplicistico nel modo in cui tratta la tecnologia, masturbatorio perché troppo concentrato sull'ambientazione in sé e poco sulla trama. L'ambientazione è importante, ma va mostrata attraverso i sensi dei personaggi. E vanno mostrate solo le cose importanti per la trama, il resto è fuffa. A proposito dei personaggi: filtraggio psicologico, questo sconosciuto. E infatti anche lo stile di Tolkien è basturbatorio: aggettivi e avverbi di troppo, descrizioni statiche e monosensoriali con troppi dettagli. Sono tutti problemi derivati dall'assenza di filtraggio, ma a Tolkien non interessa. Tolkien voleva solo fare lo sborone mostrando come sa scrivere complesso e poetico (e noioso, aggiungo io) e tirarsela con le sue lingue inventate e totalmente inutili. Voleva riprendere l'epica antica? Ok, ma non è riuscito a modernizzarla. Voleva scrivere literary fiction? Be', nel campo LF il suo stile risulta banale e stereotipato. Insomma, un fallimento su tutta la linea! Come se non bastasse, il successo commerciale di Tolkien ha portato con sé tanti autori-fotocopia che hanno quasi affogato il genere nei cliché. Grazie al cielo col tempo sono spuntati autori originali e in grado di salvare il fantasy.
Infine, le opere di Tolkien sono impregnate di una rancida morale cristiana, anche se non al livello di Lewis.
Il Sillmarillion ha dei passaggi stupendi, questo lo ammetto, ma non è narrativa.

P.S. ultimamente ho rivaluto molto Martin. In peggio. Non lo leggevo da molto, ho ripreso alcuni suoi romanzi e li ho trovati indecenti. Addirittura il romanzo delle Cronache è scritto in modo a dir poco osceno!

M. G. Prometheus ha detto...

Ah, chiaramente, de gustibus non disputandum. ;) Insomma, se ti piace Tolkien sono affari tuoi e nessuno ti giudica. Evitiamo però di oggettivare la soggettività basandoci su fuffa.

Anonimo ha detto...

Non si sta oggettivando alcuna soggettività, se tu arrivi a darmi un giudizio su Tolkien dicendo che le sue opere sono impregnate da una rancida morale cristiana, che giudizio oggettivo è? Il ''world building'' di Tolkien mi sembra molto complesso, da non liquidare facilmente come hai fatto. E poi mi spiegate perchè queste ricerche neuroscientifiche non funzionano con il mio cervello ed altri milioni di persone? Si, si può dire che saremo tutti una massa di ignoranti, il nostro cervello non risponde a certi ''stimoli'' probabilmente, peccato, capitano questi errori in natura! Non credo alla validità di questa presunta ''oggettività'', mi spiace, mi potete insultare anche in coro, ma credo che ci siano autori in grado di toccare la sensibilità di ciascuno di noi in modo diverso, senza un rigido meccanicismo di fondo. Quindi io ammetto e non mi dà fastidio che si possa essere anto-tolkieniani, contrari al fantasy classico, è normalissimo, ci mancherebbe altro. Però, non credo si possa buttare nel cesso il vecchio Tolkien e tirare lo sciacquone asserendo che si tratterebbe di un anzianotto di campagna che ''oggettivamente'' ha creato un mondo ingenuo, poco interessante, ''cristiano'' (ma che insulto è?)e che sarebbe in contrasto con tecniche stilistiche basate su presunte ricerche nueroscientifiche addirittura incontrovertibili!

M. G. Prometheus ha detto...

1) È chiaro che il problema della morale è soggettivo, non rientra nel campo dell'oggettività come tutto il resto, ma è anche misura della limitatezza retorica e morale di Talkien;
2) Il fatto che il world-building sia complesso non lo rende meno ingenuo. Anzi, se possibile, lo rende più ingenuo in quanto inutile e sovrabbondante rispetto alla struttura narrativa;

M. G. Prometheus ha detto...

3) Il cervello umano funziona in quel modo con tutti. Il punto è che tu, come tanti altri, non hai mai avuto esperienza della vera realtà virtuale generata dalla buona narrativa, quindi non sai cosa sia e non hai metri di paragone. C'è da dire che, però, se l'argomento di un romanzo piace si ha comunque un'esperienza simile a quella della buona narrativa, ma con quest'ultima l'esperienza si ha indipendentemente dall'argomento. È un dato di fatto che, scrivendo in un determinato modo, si attivano maggiormente alcune aree del cervello gettando il lettore in una sorta di sogno lucido. E anzi, le ricerche in merito continuano tutt'ora e credo che tra ottanta o cento anni esisteranno persino delle formule matematiche in grado di definire lo stile più funzionale. C'è però una variante che non può essere controllata: nella narrativa contemporanea lo stile non è dato dall'autore, ma dal personaggio-pov. Questo ha a che fare col meccanismo di "filtraggio psicologico", tutte le altre tecniche narrative sono solo conseguenze logiche. Proprio per questo alcune tecniche non necessita neppure delle prove scientifiche: è pure logica. Se sia ha un cervello funzionante, alcune cose dovrebbero risultare chiare come il sole persino senza studiare le tecniche narrative. Certo, tutto decade nel momento in cui ci troviamo di fronte ad autori che non sanno usare il filtraggio psicologico e si rifugiano dietro al narratore onnisciente, che è una tecnica retoricamente controproducente. Per farti un esempio: tu hai esperienza concreta di azioni raccontate? No, allora o le mostri o le tagli in blocco, salvo rarissime eccezioni. Hai esperienza concreta di situazioni monosensoriali senza alcun motivo specifico? No, allora perché descrivere usando solo un senso? Hai esperienza concreta di descrizioni statiche, immobili come fotogrammi? No, allora perché scrivere in modo statico? Chiaramente parlo dello stile, che deve essere solo funzionale e quindi trasparente (lo stile non deve in alcun modo attirare l'attenzione su di sé). Il contenuto è un altro discorso, non c'entra. E ancora: entrando in una stanza di casa tua, noti tutto? Assolutamente no: le cose che vedi ogni giorno e che non sono cambiate non le noterai nemmeno. E ancora: se io scrivo "e poi Maria si alzò" il tempo del "poi" non è forse già passato? Non diventa una parola superflua? E ancora: se vedi qualcuno per strada, lo descriverai per come è o per come ti sembra? Borghezio potrebbe dire "un negro clandestino ubriaco", ma magari in realtà è solo un barbone molto sporco che vomita per un'indigestione alimentare. E attenzione che vale anche per la terza persona, non solo per la prima. E se scrivo "all'improvviso" dove sta l'improvviso, dove sta la sorpresa? E se scrivo "era una specie di casupola" il tuo cervello non penserà forza a una "casupola" senza "una specie"? Come visualizzi "una specie"? E quando tu senti un suono o percepisci un odore, cosa senti? Solo il suono e l'odore. Quindi perché non "sommergere l'io" descrivendo direttamente le sensazioni evitando di specificare inutilmente che senti e annusi e vedi?

M. G. Prometheus ha detto...

Cito l'incipit della grande opera tolkieniana: "Quando il signor Bilbo Baggins di Casa Baggins annunziò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima, tutta Hobbiville si mise in agitazione. Bilbo era estremamente ricco e bizzarro e, da quando sessant'anni prima era sparito di colpo, per ritornare poi inaspettatamente, rappresentava la meraviglia della Contea." Allora... è raccontato in modo davvero dilettantesco (cosa vuol dire che Hobbiville era in agitazione? Cosa dovrei visualizzare? Allora mi basta dire che un mostro è brutto e spaventoso per spaventare il lettore? Ah, facile... ), non presenta una situazione concreta, non si capisce quale sia il punto di vista, è una scena che si potrebbe tagliare in blocco per poi mostrarne solo le conseguenze. Insomma, un incipit così fa davvero schifo, ma schifo forte! È una roba da dilettante allo sbaraglio! Chiunque può scrivere meglio di così, non ci vuole un genio.
4) Si tratta di meccanismi molto meno rigidi di quanto si pensi;
5) A me piace Hal Duncan. Lo leggo volentieri, penso abbia molta fantasia. mi piace molto, sì. Ma ho l'obiettività di non definirlo un genio senza che lo sia, ho la capacità di non oggettivare la mia soggettività. Stessa cosa: ti piace Tolkien? Benissimo, nessuno ti giudica per questo, de gustibus non disputandum! Ma non tentare di oggettivare la tua soggettività, men che meno se non sai di che si sta parlando e non sai argomentare nel merito. Potresti citarmi dei passi in cui il filtraggio psicologico è fatto bene, in cui lo stile è trasparente, in cui i dialoghi sono obliqui e bilanciano verosimiglianza e brillantezza, in cui è usato il mostrato seguendo il filtro del POV. Ma il punto è: lo sapresti fare? Semplicemente ti è stato detto da sempre che Talkien fosse un genio, ti è stato ripetuto come un mantra a mo' di lavaggio del cervello e ora la prendi come una Verità Assoluta e Inconfutabile. Be', non è così. Accade lo stesso con Manzoni e con altri che sono stati assurti a Geni Assoluti senza meriti reali. Sta accadendo lo stesso con Martin, ad esempio. E tu sei tanto irato perché stai assistendo al crollo di un mito a cui sei stato educato dalla folla e dal sentire comune. Lo so, ti capisco, è psicologicamente destabilizzante, ma puoi uscirtene dicendo semplicemente "a me piace comunque, lo leggo lo stesso e lo adoro lo stesso". Vedi? È semplice. :)
P.S. mi scuso per eventuali errori di battitura e/o distrazione e/o fretta.

Anonimo ha detto...

Da fan di Tolkien ammetto che scriveva molto male. Ho letto dei racconti di Mellick III e devo ammettere che scrive miliardi di volte meglio di Tolkien, anche se trovo la Bizarro fiction troppo estrema per i miei gusti. Un minimo di obiettività, dai.....
M. G. Prometheus, da un punto di vista stilistico, è meglio Miéville o Tolkien?

M. G. Prometheus ha detto...

Ahahahahahahah uno scontro tra titani. Forse Miéville è un pochino meglio, ma scrive comunque in modo indecente. Già gli stili di Campbell e Westefeld sono più che sufficienti, quelli di Besa e Schreiber sono buono e quello di Mellick è molto buono. Pagherei oro per imparare a scrivere bene anche solo la metà di Mellick, ci vorranno anni e anni di studio per raggiungere il suo livello... Cazzo, come lo invidio! :O

Mattia Santucci ha detto...

Se devo essere sincero a me quella lista sembra SOLO soggettiva.
Personalmente non mi intendo di tecniche narrative o teorie neurolinguistiche, ma un romanzo è una piccola opera d'arte e deve rispondere nei termini di quest'ultima, non alla scienza...
Inoltre hai parlato di autory fantasy, non di singoli romanzi, quindi dobbiamo assolutamente eliminare Wilde e Twain dalla lista, altrimenti devi aggiungere a forza anche Shakespeare e Bokowski, per non parlare di Giovanni, Matteo e Luca per i Vangeli(qui scherzo...)
Personalmente ritengo delle forzature anche la Rice e Altieri: la prima passa dall'horror al biblico, con brevi ma frequenti incursioni nel mondo del romanzo erotico, mentre il secondo scrive action-thriller. La Trilogia di Magdeburg ha degli elementi che vengono definiti dai protagonisti soprannaturali, ma che ,in definitiva, rispondono solo alle forzature di trama che non mancano mai nei romanzi di Alan(lo dico da grande fan).
Passiamo ora ai grandi assenti:
_non voglio nominare nessun "classico", ne hanno già parlato in troppi, ma per stessa ammissione di Terry, non esisterebbe Mondo Disco senza Terra di Mezzo(sarebbe come amare Gruerre Stellari e disprezzare Dune...);
_tolta la Rice, direi di dare spazio a altre 2 donne straordinarie, la Le Guin e Marrion Zimmer Bradley;
_manca Gene Wolfe che è stato l'ispiratore del genere weird;
_sono personalmente affeso per la mancanza in lista di Moore, autore capace di mettere nella stessa città un pipistrello parlante, un angelo scemo, orde zombie e un dinosauro primordiale, rimanendo comunque "coerente" allo scenario;
_hai messo in lista Gaiman per "American Gods" e hai fatto bene(anche se il suo capolavoro è "Nessun Dove"), ma quel libro è praticamente un'inchino al genio di Duglas Adams e al suo "La lunga pausa caffè dell'Anima" e non inventiamoci che le guide rientrano nel genere fantascienza perchè in quei libri non c'è una risposta per niente...tranne ovviamente 42.
Finite le "bacchettate" voglio farti i complimenti per l'ottimo blog e un in bocca al lupo per il romanzo.
Ciao

M. G. Prometheus ha detto...

Capisco il tuo punto di vista e lo rispetto, ma non sono d'accordo. Ti spiego perché...

1) In verità la classifica è al 50% oggettiva e al 50% soggettiva, l'ho già detto;
2) Arte... cos'è l'arte? L'arte contemporanea ci insegna che è arte ciò che viene definito e imposto come tale, quindi non è qualcosa di oggettivo. L'unica cosa oggettiva è la tecnica, punto. Saranno i posteri a dire se qualcosa è arte o no, ma in primis la narrativa è artigianato;
3) Questa è una classifica di autori che hanno scritto o scrivono fantasy, ma non per forza di autori SOLO fantasy. Rice ha scritto anche fantasy, idem per quanto riguarda Altieri. O almeno io Magdeburg lo vedo tranquillamente come un fantasy, seppur alquanto low. "Un Americano alla Corte di Re Artù" e "Il Ritratto di Dorian Grey" sono a tutti gli effetti fantasy. Ho specificato le opere (romanzi o racconti) proprio perché quasi nessun autore può dirsi esclusivamente fantasy.

Parliamo ora degli autori:
- Di Tolkien ne ho già parlato. È chiaro che il Mondo Disco non sarebbe nato senza il fantasy classico, dato che ironizza su vari suoi cliché. Ma è anche chiaro che senza la ruota non sarebbe nata la stampa, senza la stampa non sarebbero nate le macchine per scrivere, senza macchine per scrivere non sarebbero nati i pc. È un discorso fine a se stesso. Tolkien non solo scriveva oggettivamente male, ma per giunta soggettivamente non mi piace, quindi non vedo perché inserirlo in questa classifica. È storicamente importantissimo? Certo, siamo d'accordo, ma questa non è una classifica storica. Invece China Miéville soggettivamente mi piace e penso sia pure molto più originale e innovativo di Tolkien, anche se a livello tecnico-stilistico siamo lì lì (è il motivo per cui Miéville non è tanto in alto: scrive in modo atroce). Ellen Schreiber, invece, è il caso opposto: tecnicamente e stilisticamente preparatissima, ma contenutisticamente oscena.
- Le Guin scrive da schifo, ma in maniera proprio atroce. Ha scritto solo uno o due romanzi decenti. Ti rimando all'ottimo blog "Tapirullanza": trovi recensite alcune sue opere. Io concordo perfettamente con quelle recensioni, quindi trovo superfluo riportarle. Oltre ciò, la sua pentalogia fantasy l'ho trovata piuttosto banale, oltre che scritta coi piedi. Un'esordiente come Giulia Besa non solo ha più fantasia, ma per giunta scrive miliardi di volte meglio. Anzi, a dirla tutta, Giulia Besa è tra gli autori tecnicamente migliori della classifica... e sta continuando a studiare e quindi a migliorare! *-* Parlando della signora Bradley: dovrei approfondirla meglio. Ho letto un suo romanzo e l'ho trovato piuttosto mediocre. Ma magari gli altri sono migliori, chissà? Li proverò. ;)
- Gene Wolf non l'ho ancora letto. Lo metto in wishlist, grazie per il consiglio. ;)
- Idem dicasi per Moore. Ultimamente ho preferito approfondire la Bizarro fiction, sottogenere con un livello medio molto alto sia per quanto riguarda la fantasia e l'originalità sia per quanto riguarda l'ambito tecnico-stilistico. Per dire, Mellick III scrive benissimo, miliardi di volte meglio di un Martin o di un Erikson qualsiasi.
- Idem Duglas. Rimedierò. ;) Però ti avverto che se trovo un romanzo tecnicamente troppo carente, difficilmente vado oltre il terzo capitolo: non ho tempo da perdere. Se vado oltre nonostante lo stile, ci devono essere dei contenuti a dir poco geniali (chi ha nominato Miéville?). Io non sono un lettore forte perché bado alla qualità, più che alla quantità. Buona parte dei romanzi che ho provato a leggere, li ho mollati dopo pochi capitoli. Sono molto esigente. xD

Grazie e crepi il cacciatore di morte violenta. xD
Ciao!

Anonimo ha detto...

Il tuo rifiuto a voler valutare le cose da più punti di vista mi fa venire i brividi.

Detto questo: mai letto Jacqueline Carey? Dalle una chance. Anche se probabilmente non ti piacerà.

M. G. Prometheus ha detto...

La conosco di nome, è in wishlist. Appena possibile, leggerò qualche capito e vedrò se varrà la pena di approfondire. Thanks. :3

Anonimo ha detto...

Niente Rothfuss e niente Sanderson? rare volte ho visto una lista così soggettiva di romanzi fantasy; per me non è che non ti piacciono i fantasy classici ma semplicemente non ne hai mai letto nessuno da come ne parli, perchè nel 2014 ancora oggi sono loro che vendono e piacciono e non certo i noiosissimi libri del fantasy del duemila.

M. G. Prometheus ha detto...

1. No, li ho letti; 2. È una classifica al 50% oggettiva e al 50% soggettiva, ma scommetto che tu di oggettività in narrativa (le tecniche narrative) non ne sappia assolutamente nulla; 3).Sanderson sto pensando di inserirlo, ma solo per "La Legge delle Lande"; 4. Ah, quindi siccome vendono e piacciono sono qualitativamente migliori? Seguendo il tuo ragionamento, "50 Sfumature di Grigio" dovrebbe essere un romanzo degno di un Premio Nobel. Dietro al successo commerciale di un prodotto non sempre si nasconde la qualità in quanto i fattori in gioco sono di tutt'altro tipo (disponibilità economiche, strategie di marketing, pubblicità e promozione...); 5. "Non certo i noiosissimi fantasy del duemila": quali? Mi sa che sei tu a non averli letti, perché definire i romanzi di Mellick III o di Campbell "noiosissimi" è da folli.

Anonimo ha detto...

AhAhAhAhAhAh
Vedo che non hai il coraggio di mettere il mio precedente commento, ma che bravo che sei....sai potrei decisamente fare anche io una classifica di romanzi fantasy al 50% oggettiva come te; premetto dicendo che non inserisco libri copia di altri romanzi più famosi, che non ritengo fantasy i libri attuali e che prendo solo libri di una casa editrice solamente....però dato che seguo lo stile la scrittura etc....vi assicuro che al 50% è oggettiva XD XD XD XD

M. G. Prometheus ha detto...

Non ho pubblicato il tuo precedente commento perché troppo stupido e male argomentato. Il mio blog non è una discarica, quindi non vedo perché dovrei contribuire a diffondere certa spazzatura. Se la cosa non ti sta bene, puoi benissimo premere la "X" in alto e non mettere più piede qui, non mi offendo.
Ciò detto, quando e se deciderai di commentare in modo intelligente e con tesi ben argomentate, sarò ben felice di risponderti nel merito e di discutere civilmente con te. Fino ad allora, sappi che sono allergico alla stupidità e che sono favorevole alla censura selettiva. Pace, amore e arcobaleni. <3

P.S. "non ritengo fantasy i libri attuali" è una frase assolutamente senza senso in quanto negli ultimi anni si è pubblicato di tutto. Semplicemente ti basi su pregiudizi e sei troppo pigro per colmare la tua comoda ignoranza. Mi dispiace per te.

Anonimo ha detto...

Quando iniziaerò a leggere da parte tua tesi ben argomentate e scritte con serietà allora farò lo stesso per ora vedo da parte tua pregiudizi e grande pigrizia perchè fai una cernita netta per il fantasy inserendo solo cose soggettive: potrei fare lo stesso che fai te mettendo la mia cernita quando in realtà in una classifica del genere si dovrebbe non solo di quello che si ritiene bello ma quello che viene ritenuto come un buon libro fantasy. Solo così potrai essere obbiettivo, fino a quel momento buona fortuna per capire cosa sia veramente un libro fantasy.
Chissà se avrai il coraggio di pubblicarmi ora.....

M. G. Prometheus ha detto...

Ma veramente questa classifica è, come ho detto, al 50% soggettiva e al 50% oggettiva. Poi, se tu non hai le competenze necessaria per distinguere gli elementi oggettivi, son cavoli tuoi. Abbi però l'intelligenza di capire che quelli che vengono ritenuti bei libri fantasy non sempre lo sono davvero. Fino a quel momento, buona fortuna ai tuoi maestri d'asilo. Bye!

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